Pesca vongole in acque vietate della laguna di Venezia, sperona la Finanza e viene arrestato
Inseguimento nella notte, a fari spenti e ad altissima velocità, conclusosi con l’arresto del pescatore e il sequestro di 400 chili di “vongole nere”

Stava pescando vongole raccogliendole dai fondali – ancora carichi di inquinanti – nelle acque davanti a Porto Marghera.
Alla vista di una motovedetta della Guardia di Finanza (impegnata in un servizio di pattugliamento nel canale di San Giuliano), il pescatore ha “dato gas” ai due potenti motori da 250 cavalli del suo motoscafo e ha puntato dritto contro l’imbarcazione dei finanzieri, costringendoli a virare bruscamente per evitare l’impatto.
E’ accaduto nella notte tra il 2 e il 3 marzo.
E’ così iniziato un inseguimento a tutta velocità, attraverso la laguna, con la barca – con quattro pescatori a bordo – lanciata a fari spenti nella sua pazza e pericolosa corsa.
Quando la vedetta è riuscita a raggiungerla, per tutta risposta, il pescatore ha messo in atto una manovra di speronamento, innescando la retromarcia, colpendo più volte l’unità navale della Guardia di Finanza.
I militari, alla fine, sono riusciti ad abbordare l’imbarcazione dei pescatori, arrestando l’uomo al timone: il pubblico ministero Roberto Terzo gli ha contestato l’accusa di resistenza aggravata e danneggiamento. A finire in cella di sicurezza per qualche ora è stato un quarantenne chioggiotto.
Martedì 3 marzo, davanti alla giudice Sicchirollo, si è svolto il processo per direttissima, che si è concluso con un accordo di patteggiamento raggiunto dall’avvocato difensore Mauro Serpico con il pm Riccardo Palma, per una pena pari a 9 mesi di reclusione e la confisca della “rasca”, l’attrezzo utilizzato per sommuovere i fondali e raccogliere le vongole.
Ben 400 i chili di molluschi che i pescatori erano già riusciti a raccogliere – destinati al commercio illecito, privo non solo di fatture, ma anche di nullaosta sanitario – e che sono stati sequestrati.
«L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo messo in campo dalle Fiamme Gialle lagunari
in sinergia con Veneto Agricoltura, a tutela dell’economia legale e del mercato ittico veneto», si legge in un comunicato del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Venezia, ricordando che «negli ultimi giorni sono state tre le operazioni con il sequestro di oltre 500 chili di prodotto ittico dal valore di mercato di circa 10 mila euro e di due potenti imbarcazioni attrezzate per la pesca professionale dal valore complessivo di circa 250 mila euro». Numeri che «evidenziano l’importanza del commercio di vongole nell’economia locale».
Contestate anche sanzioni amministrative per un ammontare di circa 15 mila euro.
«La filiera della pesca e dell’acquacoltura costituisce, infatti, un comparto di primaria importanza per l’economia
del Veneto, con rilevanti ricadute occupazionali e produttive», conclude la nota della GdF, «L’impegno costante delle Fiamme Gialle in mare conferma il ruolo centrale del Corpo nella salvaguardia della
legalità economica e nella protezione delle risorse ambientali e produttive della Laguna Veneta, presidio fondamentale per lo sviluppo sostenibile del territorio».
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