Un patto tra M9 e Fondazione Musei civici: «Nasce il distretto culturale di Mestre»

Marinese: «Numeri che migliorano, ora puntiamo a centomila visitatori entro l’anno. E ad erogazioni per sette milioni»

Mitia Chiarin
Il distretto del museo M9 nel cuore della città: i numeri della Fondazione stanno migliorando, tra economie e maggiori ricavi
Il distretto del museo M9 nel cuore della città: i numeri della Fondazione stanno migliorando, tra economie e maggiori ricavi

«Prende corpo, almeno sulla carta, l’idea di un distretto culturale per Mestre. Al biglietto unico non ci siamo ancora arrivati. Ma questo è solo l’inizio», annuncia, soddisfatto, Vincenzo Marinese.

Il consiglio di amministrazione di M9 district e di Fondazione M9 ha varato ieri l’adesione ad un accordo con la Fondazione Musei civici. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione di Venezia, Vincenzo Marinese, che ha accolto al museo M9, per una visita alla mostra su Sandro Pertini, la commissione cultura del Comune.

Nel cda di M9 District e di Fondazione M9, spiega Marinese, «sono emersi i risultati positivi dei bilanci. Dal 2024 al 2025, tra riorganizzazioni, aumento dei visitatori (ora si punta ai 100 mila l’anno, ndr), programmazione museale, per il distretto siamo arrivati al margine operativo lordo di meno 4 mila euro. Prima avevamo spese per oltre un milioni di euro».

«Per il museo M9 la perdita si è ridotta da 2 milioni e 43 mila euro a 1 milione e 488 mila con un miglioramento di 555 mila euro. Il grande lavoro fatto durante la mia presidenza ha permesso di recuperare 1 milione e 600 mila euro. Soldi risparmiati, per le erogazioni». Varata anche la operazione di rivalutazione del valore economico del complesso di uffici di via Poerio, che «vengono attualizzati ai valori di mercato». Vendite di immobili e performance maggiori hanno permesso alla Fondazione di aumentare il proprio patrimonio di 70 milioni di euro.

Piano di comunicazione

Obiettivo della nuova intesa tra Fondazione di Venezia e Muve, spiega Marinese, è creare una comunicazione coordinata per tutte le iniziative che vengono messe in campo a Mestre, nell’ambito del miglio della cultura, che comprenderà a breve anche il nuovo museo della contemporaneità al centro culturale Candiani ,targato Muve, oltre al teatro Toniolo, la biblioteca Vez, l’emeroteca dell’arte, Forte Marghera. Adesso il provvedimento deve essere approvato dalla giunta comunale che ha già dato il suo avvallo all’operazione. Ma la strada è lunga per il biglietto unico, una sorta di Pass culturale per visitare gli spazi culturali di Mestre. Marinese ci crede ancora. E il Comune a guida centrodestra, in passato anche critico con M9, ora si ricrede.

Obiettivo pareggio

«Sono parzialmente soddisfatto perché l’obiettivo è quello di portare l’attività del museo a raggiungere la parità. Perché così aumentiamo come Fondazione le erogazioni al territorio. Siamo l’unico soggetto privato che si occupa di erogazioni attraverso bandi e contributi per la cultura, gli interventi sociali, all’assistenza alle persone meno fortunate. Il momento è difficile e il malcontento sale e di conseguenza la nostra generosità non può venire meno», dice Marinese che punta a far crescere le erogazioni oltre i 7 milioni. Tra gli investimenti che rivendica il presidente della Fondazione vi sono i 500 mila euro l’anno per la vigilanza del distretto museale «con la scelta di non tenere le guardie nelle sale ma nelle aree esterne al museo».

Altro sogno nel cassetto, per Marinese praticabile, la riqualificazione urbana attorno al distretto di M9. Il pensiero ovviamente va ai nuovi acquirenti dell’ex Telecom e alle Poste in vendita che potrebbero diventare altri pezzi del rilancio del centro di Mestre, attorno al distretto museale. Per Marinese Mestre (di cui si definisce “figlio adottivo”) ha grandi potenzialità con la cultura. «Da un recente studio si evince che più del 70 per cento dei turisti che ogni anno visitano Venezia risiedono nell’hinterland, tra Mestre, Treviso e Padova. Serve quindi lavorare sulla comunicazione. Nel solo mese di agosto, periodo in cui la città è in ferie, il nostro museo ha visto 10 mila visitatori, il 90 per cento stranieri. Ora puntiamo ora su una forte campagna di comunicazione anche all’estero per attrarre turisti». 

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