Pat, il digiuno di Boato «per la verità»
di Mitia Chiarin
«Non lo chiamo piano di assetto del territorio ma piano di assassinio del territorio perché quei 105 ettari del Quadrante di Tessera rischiano di distruggere la campagna veneziana. Il vecchio piano dell’Expo di De Michelis ritorna in auge oggi con il nuovo Pat grazie a Galan e Cacciari. Si trasformano aree agricole in edificabili, aumentandone il valore di venti volte. E chi urla alla speculazione edilizia su Veneto City, perché tace qui a Venezia?». Michele Boato, ambientalista mestrino parla davanti al Municipio di Mestre. Attorno a lui ci sono la moglie e una decina di amici dei comitati anti-Pat. Da ieri l’ambientalista ha iniziato il «digiuno per la verità» per protestare contro la prossima approvazione in Consiglio comunale del nuovo Piano di assetto del Territorio.
E i comitati preparano la ripresa della contestazione. La vecchia giunta Cacciari al piano urbanistico aveva lavorato per due anni e poi l’aveva visto decadere senza un voto utile all’ultimo consiglio comunale. La giunta Orsoni, con il lavoro degli uffici dell’assessore Ezio Micelli, ha rivisto il progetto in un anno e dopo la presentazione ora si prepara alla maratona del voto. La tabella di marcia della discussione in consiglio comunale prevede il 16 gennaio la discussione generale; il 18 gennaio scade il termine per la presentazione degli emendamenti; il 23 e 24 gennaio, infine, il voto per l’adozione del piano. Così sintetizza il vicepresidente del Consiglio comunale, il Pdl Saverio Centenaro. Poi, dopo l’adozione, il piano sarà pubblicato e da quella data scatteranno i 60 giorni per le osservazioni di associazioni, categorie, comitati, singoli cittadini. Infine ci sarà l’approvazione definitiva.
Ieri Boato ha cominciato il digiuno. Si limiterà a bere acqua, racconta, seguito dal suo medico, il dottor Ancillotto. Di notte dormirà in via Dante alla Banca del tempo, proprio di fronte allo studio del medico. Di giorno dalle 12 alle 13 starà davanti al municipio di via Palazzo e poi all’Ecoistituto del Veneto. «Sono in ottima salute, ce la posso fare tranquillamente. E credo che altre persone si uniranno a me nella protesta. Magari anche solo per un giorno. Vengano all’Ecoistituto per organizzarci». Utilizzano internet , i video su youtube e su facebook, i comitati del fronte anti-Pat che a settembre hanno portato in piazza Ferretto 300 persone per protestare. Si ispirano ai comitati sorti contro Veneto city e chiedono alle categorie, dai commercianti ai contadini di appoggiarli. «Vogliamo che ci sia vera informazione – continua a spiegare l’ambientalista mestrino – perché Micelli ad esempio dice che non c’è occupazione del suolo, anzi che il piano limita le costruzioni in città. Ma non lo si fa nei 105 ettari del Quadrante. E spero che la Regione lo dichiari fuorilegge visto che il limite è di 60 ettari. Ora si punta sull’aeroporto. Si porta lì il tram invece che all’ospedale e in via Miranese. Si porta lì la Tav con 9 chilometri di galleria sotterranea. E la Sublagunare, tracciata con un segno ma senza dirlo esplicitamente». Cementificazione, rischio allagamenti, denuncia Boato e Marghera dimenticata: «Ci sono pochi soldi e si investono altrove». Il fronte dei comitati invita i consiglieri comunali a prendere posizione. «Mi chiedo perché sta in silenzio l’assessore Ghetti o Tiziana Agostini o consiglieri come Ticozzi e altri. Non sono più obbligati ad obbedire agli ordini di Cacciari. Fino a settembre pochissime persone sapevano del Pat. Oggi sono alcune migliaia. La politica deve fare l’interesse della collettività».
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