Passante, il rebus dell’impatto
Domani l’inaugurazione del primo tratto. Giancarlo Galan ed Enrico Letta tagliano il nastro del primo tratto Quarto D’Altino-Preganziol, che sarà percorribile solo in una direzione. Il presidente della Provincia di Venezia Zoggia: «Mitigazione subito». Opere complementari arenate. E mancano altri 30 milioni

Rischiano di fare a gomitate, domani mattina, per tagliare il nastro. Giancarlo Galan non rinuncerebbe mai: chi più di lui può vantare il diritto di inaugurare il Passante, anche se trattasi solo di 7 chilometri su 32, per giunta percorribili in un’unica direzione? Non fa che parlarne dal 1995. Dodici anni, signori: se gli togliete di mano le forbici si suicida. Ma il centrosinistra non è da meno: chi è al governo oggi a Roma? Chi ha evitato di rompere le scatole al manovratore confermando il commissario Silvano Vernizzi?
Chi caccerà soldi aggiuntivi per il «Passante verde», visto che le opere complementari non bastano, servono quelle di mitigazione ambientale non previste dal progetto? Adesso se ne stanno convincendo tutti ma è il centrosinistra a farsene carico. Un centrosinistra che domani mattina a Bonisiolo, ore 10 e 30, sarà presente in forze. «Con tutte le sue anime» come dice il nuovo padre spirituale del Partito democratico Cesare De Piccoli: quelli che al Passante credono dalla prima ora, come lui che abita a 1200 metri di distanza; quelli che si sono convertiti strada facendo, e mai espressione è stata più azzeccata, come Marco Stradiotto, ex sindaco di Martellago che preferiva il tunnel e poi, da parlamentare dell’Ulivo, ha realizzato con il commissario di governo Bortolo Mainardi l’accordo per far ritirare i ricorsi al Tar dei sindaci; quelli che al Passante non hanno mai creduto, come Paolo Cacciari, che lo considera «una colossale occasione per cementificare l’area centrale del Veneto» e lavora per limitare i disastri. Insomma, il solito centrosinistra di lotta e di governo.
«Togliamo l’imbarazzo - dice il viceministro De Piccoli - il Veneto sarà rappresentato sia dalla giunta regionale che dal governo nazionale. Giancarlo Galan taglierà il nastro assieme al sottosegretario Enrico Letta». Manca la conferma del cerimoniale di Palazzo Balbi. Forse non ha competenze in campagna. In compenso abbiamo quella di Renato Chisso, l’assessore più coinvolto: «Taglieranno il nastro loro due. E noi finiremo l’opera assolutamente in tempo, entro dicembre 2008, altrimenti Vernizzi farà i conti con me». Ovviamente non mancherà il duo ingegneristico Silvano Vernizzi & Giuseppe Fasiol: il primo è «commissario all’emergenza socio economico ambientale della viabilità di Mestre» dal marzo 2003, il secondo «responsabile unico del procedimento», in sigla Rup. Un destino, questo di Fasiol, di avere un finale tronco. Ma è lui che garantisce l’«alta sorveglianza» sui cantieri, prevista dalla normativa vigente e rinforzata da un «protocollo aggiuntivo antimafia», firmato con le prefetture di Venezia e Treviso.
Lo aiuta un «Gruppo interforze», di cui fanno parte questure, prefetture, guardia di finanza, ispettorati del lavoro. Questo capitolo è poco esplorato ma interessantissimo. Una ditta siciliana, per dirne una, era più nota al capo della Dda. Per dirne un’altra, un anno fa Paolo Cacciari guidò un sopralluogo nei cantieri: «Risultò una situazione disastrosa, i cantieri non erano recintati e questo aveva provocato incidenti. I macchinari erano abbandonati, i cartelli inesistenti». «E’ vero che i lavori sono stati subappalti e affidati in modi diversi - replica Vernizzi - ed è anche vero che gli affidatari possono di nuovo subappaltare, ma dobbiamo essere noi a dare il benestare». Ci deve pensare l’ingegner Fasiol con il suo gruppetto di lavoro che non arriva a dieci persone? Sì. «Le frizioni con le imprese sono cose normali - commenta mister Rup - più sono grossi i lavori, più sono grosse le frizioni». Auguri.
Sarà una inaugurazione vera. Intendiamo non fasulla come quella del tram di Padova, inaugurato da Silvio Berlusconi il 7 giugno 2004. La prima corsa partì il 24 marzo 2007. Qui, sui 7 chilometri del tracciato che si inaugura domani, sarà possibile correre dalle 6 di martedì mattina. Purtroppo solo in una direzione, da Trieste verso a Belluno. Di qui la forzatura, l’accusa di inaugurazione-burla. Sulla tangenziale di Mestre pochi se ne accorgeranno. Vernizzi è il primo ad ammetterlo: «Il sollievo per il traffico sarà modesto, ma sfido chiunque a realizzare 7 chilometri di autostrada in due anni, in un’area così popolata - si consola -. E’ di sicuro un record. Mi hanno detto che in Cina fanno più presto: ma in Cina c’è la pena di morte». Mette allegria questa battuta, ma era diretta a chi gli contestava il ritardo dei lavori. Con i comitati di opposizione al Passante, Vernizzi ha firmato un armistizio. Le due sponde si parlano. Di più: ci sono trattative in corso.
Questo non impedirà, domani mattina, la contestazione. E’ una inaugurazione burla? Arriveranno travestiti da alberi, per rovinare la festa a chi cerca di rovinare loro la vita. E’ gente che si aspettava di vedere crescere assieme all’asfalto anche le opere di mitigazione ambientale. E non crede che verranno mai fatte con i soldi dei pedaggi.
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