Paolo Costa: "Non c'è nulla, sono tranquillo"

VENEZIA Altri indagati eccellenti nella vicenda Mose? La notizia circola ieri in mattinata. Subito smentita senza appello dai pm e dal procurataore aggiunto Carlo Nordio. «Un ex sindaco indagato». Voci che si rincorrono da tempo. Fatti due conti, il nome che viene alla mente è quello di Paolo Costa. Ex sindaco ed ex ministro, da dieci anni presidente dell’Autorità portuale. Lui è sempre stato a favore della grande opera. Ma non è mai stato sfiorato da sospetti o inchieste giudiziarie. «Premesso che non so nulla e non ho ricevuto nulla», dice, «devo dire che nel momento in cui porto in giro per il mondo i progetti della nostra portualità e la credibilità nel nostro Paese, questi colpi bassi fanno male. E non soltanto a me».
Nessun rapporto ovviamente con quelle vicende. «L’accusa che mi hanno fatto è stata quella di essere stato «vicino a Mazzacurati». Non è un mistero che lo conoscessi e anche ne avessi stima. Io ho conosciuto forse uno dei due Mazzacurati. Quello dalla faccia buona che contribuiva a progetti anche di qualità, come il Marcianum e la Banca degli occhi». Quando lo ha conosciuto? «A inizio anni Novanta. Me lo aveva presentato Cacciari. Allora, uscito di scena Luigi Zanda da presidente del primo Consorzio, cercavano un altro presidente di quella che pareva dovesse chiamarsi Agenzia, per controllare i lavori in laguna. Me lo avevano chiesto, avevo rifiutato perché mi stavo occupando d’altro».
Il nome di Costa esce dagli atti dell’inchiesta? «Non mi risulta. Certo in questi anni mi sono occupato di vicende su cui la magistratura ha poi indagato, il Mose, lo scavo dei canali portuali. Ma credo che sia facile per tutti testimoniare della mia correttezza istituzionale». Mai avuto finanziamenti neanche per le campagne elettorali? «Quello che ho avuto, durante le elezioni europee, è stato dichiarato, scritto dappertutto. Registrato secondo le norme di legge. Non c’è altro». Il suo sostegno al Mose non ha mai avuto dunque risvolti di altro tipo. «Proprio no. Ho sempre cercato di servire le istituzioni e basta. Per questo dispiace che adesso ci sia qualcuno che cerca di coinvolgermi a tutti i costi. Ma, ripeto, ho la coscienza tranquilla».
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