Panino in mensa i genitori al Tar Decisione rinviata

Si è conclusa con un nulla di fatto la prima risposta del Tar al ricorso dei genitori di un bambino che frequenta la scuola elementare Baracca di via Porto di Cavergnago, che avevano chiesto in misura cautelare la riammissione del figlio nel refettorio scolastico, con la possibilità di consumare il pasto preparato a casa. Nel linguaggio giuridico si parla di “reiezione”: la domanda cautelare avanzata dall’avvocato torinese Giorgio Vecchione è stata quindi rifiutata, con la fissazione dell’udienza di merito al 18 marzo. E una sentenza – che deciderà definitivamente l’esito del contendere – che difficilmente arriverà prima di metà maggio, «ad anno scolastico quasi concluso» lamentano i genitori del bambino, pronti quindi a fare ricorso all’ordinanza di fronte al Consiglio di Stato. «La lesione dei diritti del bambino è immediata e attuale», spiega Vecchione, nel motivare l’appello. Proprio per non subire i lunghi tempi della giustizia, la coppia aveva chiesto in via cautelare che il figlio potesse essere ammesso alla mensa consumando il famoso “panino”, vietato da una recente decisione della Cassazione. Questo, in attesa di conoscere l’esito della sentenza del Tar, appena fissata, che deciderà nel merito, mettendo la parola “fine” all’intera vicenda. Il 22 novembre, i genitori avevano fatto ricorso contro la scuola – l’Ic Leonardo Da Vinci, che fa capo alla neo dirigente Anna Dello Buono –, Ames (la società che gestisce il servizio di ristorazione scolastica), il Comune, il Miur e l’Ufficio scolastico regionale. Il primo esito è lo stesso ottenuto sempre dall’avvocato Vecchione nei 4 ricorsi finora affrontati: due al Tar della Lombardia, due al Tar della Liguria, con domande cautelari respinte in primo grado. La speranza del legale è che i ricorsi abbiano medesimo esito anche di fronte al Consiglio di Stato, che negli stessi quattro casi ha ribaltato il primo giudizio, ammettendo in via cautelare i bambini nel refettorio. —

Laura Berlinghieri

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