Panfilio: «Struttura costruita con materiale infiammabile»
CONA
Il giorno dopo il grave incendio che ha devastato la tendopoli della ex base di Conetta, l’odore acre del fumo e della plastica bruciata si avverte ancora nell’aria a ridosso del centro di accoglienza. Ma come succede da tempo, anche stavolta la politica rimane fuori dalla faccenda, un atteggiamento pilatesco che lascia il sindaco Alberto Panfilio, ancora una volta, solo contro tutti.
Martedì, durante l’emergenza non è stato fatto nemmeno entrare e non è una novità. “Solo che», sbotta Panfilio, «hanno lasciato fuori anche gli agenti di polizia locale, che hanno il compito di controllare il territorio e devono dare risposte alla gente che, ovviamente, è molto preoccupata» . Non tutti però i residenti di Cona hanno mostrato interesse per l’accaduto, anzi qualcuno sui social ha postato anche messaggi deliranti. «Spero», precisa il sindaco, «che siano solo uscite estemporanee, perché mi sembrano davvero troppo deliranti. Per fortuna non è successo niente di grave. Purtroppo però sono preoccupato perché con l’ultimo decreto Salvini che parla di ridimensionamento, non di svuotamento, mi dà la sensazione che Conetta debba rimanere una soluzione perpetua. Chiaro che mi aspetto che la Lega dia delle risposte a tutti quei cittadini del mio Comune che alle ultime elezioni hanno scelto di votare per il carroccio».
Panfilio, che ieri sera nel corso della trasmissione Focus, su Rete Veneta, si è confrontato proprio su questi temi con Roberto Marcato, responsabile della Lega per l’immigrazione, muove accuse ben precise anche nei confronti della cooperativa che sta gestendo il campo. «Mi devono spiegare», dice, «come mai con tutti quei soldi che girano si permette l’allestimento di una tendopoli con materiale altamente infiammabile e poi mi dicano i signori della cooperativa come mai, nonostante un preciso verbale della Asl, che ne vietava l’uso, all’interno del campo vi erano elettrodomestici per il riscaldamento e per cuocere?».
Sui fatti di Conetta interviene anche la consigliera comunale di Cavarzere, Elisa Fabian, di Liberi e Uguali. «Cosa deve accadere», chiede, «per chiudere definitivamente la base? Con il decreto sicurezza i grossi centri come Cona non verranno chiusi, anzi verranno incrementati». —
Daniele Zennaro
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