Ospedale San Camillo verso la cessione Regione in prima fila

LIDO. La Regione studia l’acquisto dell’Ospedale San Camillo. Al dossier sta lavorando il direttore generale dell’Asl 12 Giuseppe Dal Ben incaricato dalla Regione di approfondire la questione e di raccogliere tutti gli elementi utili per valutare l’acquisto del prestigioso Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) che conta circa 220 dipendenti oltre a 40 ricercatori, e ospita mediamente tra i 100 e i 105 dipendenti. È stata la Fondazione dei padri camilliani, proprietari della struttura, a inviare nei giorni scorsi una lettera alla Regione, informandola della volontà di vendere l’ospedale, e garantendo a Palazzo Balbi - per così dire -una sorta di diritto di prelazione per l’acquisto. Un’ipotesi alla quale la Regione starebbe guardando con interesse, nell’ambito della riorganizzazione della nuova Asl metropolitana, che si chiamerà Serenissima e metterà insieme le Asl 12, 13 e 14. La vendita alla Regione è una soluzione che dal punto di vista dei Padri camilliani garantirebbe meglio i dipendenti rispetto ad altre offerte d’acquisto da parte di società private. Alcune delle quali si sono già fatte avanti pronte a presentare una proposta d’acquisto.
La notizia dei contatti tra i Camilliani e la Regione è emersa nei giorni scorsi nel corso di un incontro dove il direttore generale ha presentato ai lavoratori una serie di nuovi incarichi tra i camilliani e facendo riferimento anche alla cessione. Il direttore generale della struttura del Lido, Francesco Pietrobon, spiega: «In questa fase il principale obiettivo dai Camilliani è la tutela dei posti di lavoro. Con la Regione ci sono stati dei contatti ma non c’è ancora alcuna trattativa. Ma se dovesse essere avviata lavoratori e organizzazioni sindacali saranno subito informati». Ma quanto potrebbe valere l’istituto? Difficile dirlo.
A Milano la Fondazione dei camilliani ha venduta la casa di cura San Pio X per 60 milioni di euro. La struttura del Lido più piccola ma diversa - secondo alcune fonti - potrebbe valere circa 20 milioni di euro. «Si apra subito un tavolo di confronto formale tra tutti i soggetti coinvolti per chiarire al meglio i contorni dell'operazione che vedrebbe il passaggio della struttura privata alla Regione Veneto», chiedono Daniele Giordano, segretario Generale Fp Cgil e Marco Busato, Segretario Fp Cgil responsabile del settore della Sanità. «Pensiamo che un’operazione simile possa rafforzare il ruolo pubblico nel nostro territorio», aggiungono dalla Cgil, «ma attendiamo di approfondire e comprendere l’impianto strategico e le finalità dell’operazione prima di esprimere un giudizio complessivo sull'operazione».
Anche perché i Camilliani hanno intenzione di vendere anche la casa di riposo Stella Maris che al momento però non fa parte del dossier cui sta lavorando la Regione Veneto. «Da giorni chiediamo un incontro con l’amministratore delegato della Fondazione per avere informazioni sulla prospettiva di vendita dell’ospedale», spiega Piero Polo, Uil Fpl, «siamo preoccupati per il personale, scottati da esperienze del passato». Un primo incontro tra il direttore generale e le organizzazioni sindacali è fissato per il 19 ottobre.
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