All'ospedale di Mestre l'AI al servizio della chirurgia ortopedica

Eseguiti con successo i primi interventi di artroplastica totale di ginocchio dall’équipe del dottor Ricciardi utilizzando anche algoritmi di intelligenza artificiale

Il primario Ricciardi, seduto, con alcuni membri della sua équipe
Il primario Ricciardi, seduto, con alcuni membri della sua équipe

All'ospedale dell'Angelo di Mestre l'intelligenza artificiale è ora al servizio dei chirurghi ortopedici: l'Ortopedia guidata da Alberto Ricciardi, infatti, ha già eseguito con successo i primi interventi di artroplastica totale di ginocchio utilizzando algoritmi dell'AI per il posizionamento della protesi.

«Quando affrontiamo interventi di protesizzazione del ginocchio», spiega il primario, «abbiamo l'ambizione, direi anche l'obbligo, di produrre risultati sempre migliori in termini di soddisfazione del paziente: un intervento chirurgico preparato e realizzato al meglio, utilizzando anche le tecnologie più innovative, e tra queste anche l'intelligenza artificiale, può infatti garantire un alto livello di qualità della vita e può allontanare il più possibile la necessità di eventuali revisioni».

L'intelligenza artificiale si propone come strumento a supporto delle decisioni assunte dal medico, offrendo ulteriori elementi che vanno a potenziare la sua capacità di analisi, e non a sua sostituzione: «Questi interventi al ginocchio», prosegue Ricciardi, «devono prevedere e garantire tre elementi fondamentali: la correzione delle deformità, il rispetto del tipo di allineamento specifico per il paziente, la stabilità della neo-articolazione».

La tecnologia prevede un sistema di pianificazione pre-operatoria basato su imaging di risonanza magnetica, supportato da un algoritmo di intelligenza artificiale, che offre una soluzione innovativa per il posizionamento della protesi. Con il supporto dell'AI, quindi, i chirurghi dell'équipe di Ortopedia possono intervenire e collocare la protesi secondo secondo il 'neutral boundary alignment': «Il sistema», conclude Ricciardi, «offre un allineamento ottimale per ogni singolo paziente, calcolato con il supporto di un algoritmo, con un conseguente aumento della stabilità complessiva dell'articolazione».

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