Orsoni, fondi neri per essere eletto sindaco: sospeso dal prefetto

VENEZIA. Il Prefetto di Venezia, dopo aver ricevuto dal Procuratore della Repubblica l’ordinanza degli arresti domiciliari nei confronti di Giorgio Orsoni, ha adottato il provvedimento di sospensione dalla carica di Sindaco del Comune di Venezia.
Il Prefetto ha inoltre trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le valutazioni di competenza, il provvedimento giudiziario del GIP di Venezia, che comporta la sospensione dalle cariche dell’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso e del consigliere regionale Giampietro Marchese.
Orsoni: fondi neri per essere eletto sindaco. «Poi abbiamo avuto Orsoni. A Orsoni abbiamo finanziato la campagna elettorale», mette Giovanni Mazzacurati a verbale per la prima volta, nel suo interrogatorio del 29 luglio, anche se inizialmente parla del 2012...2011, quando le elezioni sono del 2010. Aveva anticipato la “bomba” nella sua memoria scritta, parlando di un importo tra i 400 e i 500 mila euro in tranche diverse: «Abbiamo sostenuto Orsoni sulla campagna elettorale e abbiamo speso quella cifra», dice Mazzacurati ai pm che lo interrogano sul punto, «diciamo il risultato è che Orsoni ha vinto al primo turno delle... non so, non avrei altro da dire, gli abbiamo corrisposto questa cifra un po’ a scaglioni».
Ma altro da dire, ce l’ha. Nell’interrogatorio del 31 luglio Mazzacurati dice che parte dei soldi sono stati consegnati a Orsoni tramite il suo segretario Sutto, parte da lui direttamente: «Io l’ho portata a casa di Orsoni, alla fermata di San Silvestro a Venezia. Niente, gli sono stati dati una cifra tra i 450 e i 500 e di questi il 10% mi sembra sono regolari», «ho portato in vari scaglioni, ogni volta gli portavo 100 mila euro, 150 mila euro, fino al completamento», «in tre o quattro mesi». Durante la campagna elettorale, chiedono i pm? «Sì, all’inizio Orsoni mi parlò di 100 mila euro, che aveva fatto un conto... invece poi non sono bastati assolutamente».
Quindi – domandano i pm – «per la campagna di Orsoni vi sono stati contributi delle imprese del Consorzio?» Sì, risponde Mazzacurati, «ci sono stati alcuni contributi regolari, adesso non saprei». Contributi regolari, registrati? «La parte regolare è una piccola parte rispetto al totale che è stato rilevante... avevamo deciso di spendere molto meno e poi invece Orsoni mi ha detto che aveva bisogno di tutti, di altri soldi».
Quanto regolare e quanto in nero? «Penso che più o meno saranno stati il 10% la parte regolare», «noi abbiamo dichiarato 350-450 mila e di quelli lì ce ne saranno il 10% di regolari». Il giudice elenca otto incontri tra Orsoni e Mazzacurati tra il maggio 2010 e l’aprile 2011, quindi anche dopo le elezioni: dai quali emerge «il rapporto di contiguità tra Orsoni e Cvn non spiegabile solo con rapporti di tipo istituzionale: uno solo a Ca’ Farsetti, gli altri a casa o all’hotel Monaco.
Secondo l’accusa della Procura, il sindaco è agli arresti per finanziamento illecit o della sua campagna elettorale: 110 mila euro versati da varie società al mandatario del Comitato elettorale (ufficialmente finanziavano la campagna San Martino, Bosca, Clea, Cam Ricerche, che poi emettevano fatture al Coveco per operazioni inesistenti) e 450 mila euro in nero, allo stesso sindaco.
Anche Piergiorgio Baita ne parla nei suoi interrogatori, parlando di finanziamenti ufficiali e in nero, non con pagamenti diretti, ma per tramite di Sutto: 50 mila erano «a fronte di un totale richiestomi di 80 mila come budget per le amministrative, che però veniva gestito da Mazzacurati con Sutto, dicendoci l’utilizzo», «il finanziamento ufficiale è altra cosa». «Quando c’è la campagna elettorale», mette Baita a verbale, «si attivano i doppi binari: tanto finanziamo ufficialmente, tanto finanziamo in nero. Quello ufficialmente finanziamo noi come consorzio, tanto fate voi come soci: quello in nero tramite il Consorzio perché il consorzio non voleva assolutamente che i soci finanziassero direttamente in nero dei politici che avrebbero potuto rappresentare degli interessi collaterali nel Consorzio Venezia Nuova». Quindi – insistono i pm – questi 50 mila...? «Si inseriscono nella parte nera delle ultime amministrative comunali di Venezia». Pio Savioli – nel cda del Consorzio e consulente del Coveco – nell’interrogatorio del 30 luglio, dichiara che su indicazioni di Mazzacurati ci sono stati finanziamenti a Orsoni formalmenre regolari per circa 180 mila euro provenienti da varie consorziate, come San Martino e Clea: «Io sono a conoscenza di finanziamenti leciti, diciamo così per usare la parola, a Orsoni», «credo che Mazzacurati abbia chiesto in giro di... abbia promosso, diciamo così un po’ questa roba».
Poi le imprese rientrano dalle spese elettorali emettendo fatture Coveco, che le gira al Consorzio, finanziato con soldi pubblici: e così vanno in pari. Il percorso dei soldi – ricostruisce il giudice Scaramuzza nella sua ordinanza – è Consorzio Venezia Nuova, Coveco (Consorzio veneto delle cooperative, rappresentato da Savioli), ditta San Martino, cosicché «i contributi formali ad Orsoni, quindi provenivano dal Consorzio venezia Nuova». Il segretario di Mazzacurati Federico Sutto (ex segretario di De Michelis) conferma in interrogatorio: «Mazzacurati aveva una lista di società di Venezia che potevano essere interessate a sostenere la campagna elettorale di Orsoni, alcune riferite al Coveco , altre alla Mantovani o ad altre società». Nicola Falconi di Bos.Ca a Pio Savioli, in una telefonata del 25 marzo 2010 dice di aver parlato con il sindaco prima di un convegno elettorale, informandolo del contributo: prima - secondo Falconi - Orsoni avrebbe detto «me l’ha detto Ugo Bergamo tra l’altro, quindi voglio dire se sei con l’Udc sei con noi, con me. Poi gli ho detto quella cosa». E aggiunge Falconi: «Lui è rimasto sorpreso. Beh Nicola cosa vuoi che ti dica: siete un gruppo forte, siete degli amici veri, questa cosa sapevo che stava maturando ma non me l’avevano detta bene nei termini e e tra l’altro sono davvero meravigliato dello sforzo addirittura superiore alle attese e ti ringrazio molto». Nell’ordinanza si parla di un altro incontro tra Orsoni e Falconi, il 29 marzo, in cui il futuro sindaco gli avrebbe fatto una certa pressione per accelerare i tempi del contributo: «Volevo ringraziarti ancora tantissimo del sostegno... che l’avete con il gruppo dell’ingegnere... l’avete deciso... se potevi insomma farlo perché abbiamo una certa urgenza». Per il giudice Scaramuzza: «Un passaggio importante perché testimonia che Orsoni era perfettamente consapevole che i soldi devono arrivare dal Consorzio Venezia Nuova (l’ingegnere è Mazzacurati)». Il 30 aprile 2010 risulta un accredito di 30 mila euro da parte di Cam Ricerche dei fratelli Falconi: «Il siluro è partito, basta che gli altri coprano», dice ancora Falconi a Savioli. Quale il vantaggio per Falconi? Per il giudice: «Il principio attuato dal Cvn di accordare preferenza nell’ottenimento di commesse alle società dei Falconi, perché prestatesi alle false fatturazioni per finanziare i politici», scrive il giudice.
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