Tre milioni di euro per il nuovo organo in Basilica a San Marco
Il nuovo strumento diffuso avrà in totale 4.600 canne e tre postazioni. Fine dei lavori nel 2028 per i 1200 anni dall’arrivo delle spoglie di San Marco. Il Primo procuratore Barel: «Sarà un ponte verso il futuro»

«L’organo è uno strumento di elevazione che ci ricorda l’immensità di Dio». Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, prende in prestito le parole di papa Benedetto XVI per descrivere l’importanza e il valore del nuovo organo che sarà realizzato nella Basilica di San Marco. Un unicum in Europa e nel mondo per la complessità del progetto, per il calibro delle maestranze artigianali (da Codroipo fino a Bonn) e delle professionalità musicali coinvolte.
Un investimento da circa tre milioni di euro, interamente a carico della Procuratoria per un lavoro complesso per cui il tempo di realizzazione è piuttosto ristretto: l’opera infatti punta ad essere conclusa entro la seconda metà del 2028, in concomitanza con i festeggiamenti dei 1200 anni dell’arrivo in laguna delle spoglie dell’evangelista Marco.
Martedì 10 febbraio la presentazione in pompa magna da parte della Procuratoria all’interno delle Sale di Sant’Apollonia, davanti alle autorità cittadine (presente l’assessore Simone Venturini per il Comune) e ai rappresentanti delle forze dell’ordine. «La musica sacra è patrimonio immateriale della Basilica di San Marco da secoli e la Procuratoria intende consolidare questa alta tradizione anche nei secoli a venire. Un nuovo organo è ponte fra passato e futuro, è voce della Basilica e messaggio di fede cristiana», il saluto in apertura del Primo procuratore Bruno Barel.
Nel dettaglio, cuore dell’intervento è la ricostruzione e il ripristino di uno dei due organi storici di Gaetano Callido (18esimo secolo, posizionato sul lato sinistro dell’altare), la cui voce autentica manca da oltre un secolo, con l’obiettivo di tornare alla storica prassi esecutiva “a due organi” come avveniva per secoli nella Basilica (questo infatti si aggiungerà all’organo già oggi esistente e di recente restaurato sul lato destro dell’altare).
La vera novità, però, è la realizzazione di quattro sezioni strumentali, posizionate in punti strategici della Cattedrale per un’esperienza acustica a 360 gradi: ai due organi principali, si aggiungeranno due ulteriori sezioni nei bracci del transetto. Questa distribuzione consentirà una raffinata spazializzazione del suono capace di avvolgere l’ascoltatore e di coinvolgerlo direttamente con registri dotati di caratteristiche timbriche e dinamiche differenti in ogni area della Basilica.
Nel complesso, lo strumento sarà dotato di 4.600 canne, 3 postazioni (tra meccaniche ed elettriche). Questa nuova realizzazione garantisce, poi, il massimo rispetto del delicatissimo ambiente musivo della Basilica, il cui manto ricopre integralmente volte e pareti: la collocazione e la progettazione dei nuovi strumenti sono state studiate dalla Procuratoria per valorizzare la bellezza esistente, senza alterarla o esporla a rischi, in costante dialogo con la Soprintendenza di Venezia. A questo proposito sono già stati svolti alcuni test acustici a cura del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine.
Il progetto fonico è del Maestro Alvise Mason, attuale primo organista della Basilica, che si avvale della collaborazione di una Commissione internazionale di altissimo profilo, composta da: Winfried Bönig, organista titolare della Cattedrale di Colonia; Jean-Baptiste Monnot, organista titolare della Cattedrale di Saint-Ouen a Rouen; Martin Baker, già organista titolare di Westminster Abbey e Master of Music alla Westminster Cathedral; Michele Vannelli, Maestro di Cappella della Basilica di San Petronio a Bologna. «Il nostro obiettivo», spiega Mason, «è consegnare e restituire ai fedeli e alla Basilica un suono che valorizzi il patrimonio musicale marciano e lo proietti in una nuova stagione».
Ma non è tutto. Anche la realizzazione vede, per la prima volta, una collaborazione speciale tra due eccellenze mondiali del panorama organario. Il progetto è infatti portato avanti dalla Francesco Zanin Organi di Codroipo (Udine), bottega organaria più antica d’Italia, attiva da quasi due secoli e giunta alla settima generazione, e dalla Johannes Klais Orgelbau di Bonn (Germania), fondata nel 1882.
«La Basilica potrà ascoltare suoni che non si sono mai sentiti prima», spiega Francesco Zanin, «arricchiti da un totale di 78 registri». In vista dei 1200 anni dall’arrivo delle spoglie dell’evangelista, la Basilica si sta già preparando a una nuova stagione, come traspare dalle parole in chiusura del Patriarca: «La musica e l’organo non è quindi un’aggiunta decorativa, ma parte intrinseca dell’attuazione liturgica e modo di partecipazione attiva. In sintesi, l’organo non è solo uno strumento musicale ma è un ministero e un servizio alla bellezza inserito nella celebrazione cristiana».
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