Ore d’ansia per Zhara «È nell’aeroporto assediato dai talebani»

La donna stava per aprire un locale a Kabul, ora deve fuggire Si muovono Zaia, Moretti, Pellicani, Venturini: «Aiutiamola» 
Vera Mantengoli

VENEZIA

«Ringrazio tantissimo per le dichiarazioni di grande interessamento dei politici, ma da oltre 24 ore mia sorella Zhara si trova in aeroporto nella parte civile con i fucili puntati degli americani che controllano la parte militare da dove partono i voli e i Talebani che sono entrati nella parte civile. Siamo disperati, chiediamo che si faccia qualcosa perché è in gioco la sua e tante altre vite». A parlare è Hamed Ahmadi, fondatore dell’Orient Experience, e fratello di Zhara. In queste ore la giovane imprenditrice di 32 anni, l’unica della famiglia rimasta a Kabul dove dirigeva fino a poco tempo fa un ristorante e a giorni ne avrebbe aperto un altro, è all’aeroporto di Kabul, invaso da afghani che cercano di scappare. Zhara attende un aereo per l’Italia, ma anche la Germania si è dichiarata disponibile ad aiutarla dopo averla intervistata di recente. Da giorni era chiusa in casa, terrorizzata dall’arrivo dei Talebani e dal suo futuro. Di recente aveva manifestato per i diritti conquistati nel periodo in cui c’erano gli americani e la sua foto era diventata virale. Dopo l’appello lanciato nei giorni scorsi da Ahmadi, pubblicato a livello locale e nazionale, qualcosa si è mosso. Il parlamentare veneziano Nicola Pellicani e l’europarlamentare Alessandra Moretti si sono subito attivati contattando Piero Fassino, già ministro degli Esteri, e l’attuale ministro della Difesa Lorenzo Guerini. «La storia di Zhara è emblematica, simile a quella di tante donne afgane. Per questo è necessario agire con rapidità per emergenza umanitaria. La comunità internazionale non può mostrarsi distratta o indifferente. Occorre fare presto, soccorrere quanti stanno fuggendo dai talebani» ha detto Pellicani. «Ho sentito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e mi ha confermato che è al corrente del caso di Zhara che ha parenti qui» ha detto Luca Zaia. «Il ministro sta tentando di attivare corridoio umanitari attivando voli per i casi di ricongiungimento». Moretti stava già aiutando Atefa Ghafoory, giornalista afghana minacciata, e si è subito preoccupata di Zhara. E l’assessore comunale Simone Venturini: «Si attivino tutti i canali necessari, i veneziani sono persone generose e solidali e non intendono volgere lo sguardo dall'altra parte».

Scappare da un paese vuol dire lasciare tutto: casa, attività, amici e a volte la famiglia. Per questo gli eurodeputati del Pd hanno scritto una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai vertici della UE. Un Consiglio Europeo straordinario si tiene oggi. «Mettiamo in campo una proposta per creare canali di accesso e corridoi umanitari». —



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