Operatori turistici «Le grandi navi? Datele a Chioggia»

CHIOGGIA. «Venezia non vuole le grandi navi? Bene, ce le prendiamo noi». Gli imprenditori del Gruppo turismo Chioggia lanciano la proposta a pochi giorni dalle proteste, nel bacino di San Marco, contro la presenza delle grandi navi nel delicato ambiente del capoluogo lagunare. Chioggia non ha i comprensibili problemi di Venezia per questo tipo di transito.
«Abbiamo una bocca di porto che si presta benissimo a far entrare le grandi navi», spiega Marino Masiero di GtC, «e abbiamo spazio nell’area portuale per ospitare i grandi traghetti del Mediterraneo». Da Venezia, per la Grecia, partono ogni settimana due di questi traghetti, e ognuno trasporta 150 camion e 300 auto i cui passeggeri e conducenti pernottano in città; una nave passeggeri che arriva a Venezia riempie tutti gli alberghi fino a Mestre; dal 2000 al 2010 il traffico crocieristico a Venezia è quintuplicato, da 337.000 a 1.617.000 passeggeri l’anno.
Dunque il porto Chioggia potrebbe, da un lato, risolvere i problemi di Venezia, dall'altro, aiutare a risollevare la boccheggiante economia chioggiotta e gli imprenditori di GtC hanno già chiesto un incontro a tutte le forze politiche e ai responsabili portuali delle due città per porre le basi di una progettualità comune. «Ci stiamo preparando da almeno 20 anni», continua Masiero, «Sono stati investiti oltre 150 di milioni di euro. Grazie anche alla stazione marittima dei Saloni, che può svolgere le funzioni di imbarco e sbarco passeggeri, abbiamo le carte in regola per diventare uno dei principali scali dell’Adriatico. Non potremo diventare un “home-port” di importanza mondiale come Venezia ma è tempo che si assegnino al nostro porto almeno alcune linee crocieristiche minori e linee di traghetti».
Diego Degan
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








