«Troppa ombra da quelle torri, spostatele lontano dalle case»: l’appello sul progetto di recupero dell’ex Umberto I

Altezze degli edifici, viabilità già intasata, piano idraulico: nuovi approfondimenti per l’esame del progetto del gruppo Alì. Il comitato e i dubbi sui padiglioni storici

Mitia Chiarin
Il progetto della “Nuova Castelvecchio” del gruppo Alì Spa
Il progetto della “Nuova Castelvecchio” del gruppo Alì Spa

«Vi chiedo di intervenire. Fate spostare due delle torri verso il padiglione De Zottis, visto che lo volete demolire. Altrimenti mi troverò costretto a chiedere un risarcimento. La torre più alta, quella di quasi 90 metri, produrrà una ombra di 250 metri, a 40 metri dalla mia casa».

Roberto Busolin, noto chirurgo mestrino, con casa in via Castelvecchio, si definisce un «suddito e non un cittadino», nell’audizione in quinta commissione comunale che discute del progetto da 150 milioni per trasformare l’ex Umberto I in un moderno quartiere del centro cittadino, con un supermercato e cinque torri. Busolin invita la politica ad intervenire contro l’effetto del cono d’ombra prodotto dalle torri. La prima versione del piano, ricorda, vedeva la torre più alta vicino al condominio Donatello.

«Loro evidentemente sono cittadini e hanno ottenuto di farla spostare», dice, sardonico. E ricorda di aver investito nel fotovoltaico. Ma senza sole questo, dice, è un investimento che rischia di «essere vanificato dalle costruzioni». Non è il solo a lamentarsi del ridotto irraggiamento causato dall’ombra delle torri.

Anche la signora Cristina di via Einaudi spiega che per uffici e residenti della zona l’effetto sarà quello di «ritrovarci con il sole negato e una maggior spesa di riscaldamento». Problemi anche per la viabilità tra via Circonvallazione e la Castellana, già adesso e nonostante le rotatorie, intasata di traffico. Lo evidenzia anche il consigliere di Municipalità Sambo che chiede uno studio visto che tra le prime cose da realizzare, prima dei cantieri (lo dice la commissione Vas) c’è anche la nuova rotatoria tra via Circonvallazione e via Antonio da Mestre.

I cittadini trovano risposta dall’amministrazione comunale. Assessore De Martin e uffici dell’Urbanistica sono pronti ad un approfondimento in commissione sui temi dell’altezza delle torri e della viabilità con la presenza dei tecnici che lavorano al progetto del gruppo Alì Spa, proprietari dell’area. Lo Studio Planum ha curato tutta la progettazione dell’area.

Approfondimento anche sul tema del rischio idraulico, segnalata dal Pd Giuseppe Sacca. Dal Comune c’è attenzione anche l’attenzione alla proposta di un’altra cittadina, che ha proposto che il progetto del verde pubblico e dei percorsi pedonali siano pensati come percorso di riscoperta di un legame con la storia della città, proponendo pannelli e informazioni sul vecchio castello di Mestre, il Castelvecchio, facendone un luogo identitario.

Unici momenti di tensione durante l’intervento di Monica Coin del comitato Ex Umberto I -Bene comune, che ha risollevato il tema dei dubbi di legittimità del passaggio di proprietà dei padiglioni storici. Stizzita la reazione del presidente di commissione, Alessio De Rossi, che ha annunciato che chiederà agli uffici (Avvocatura civica o Patrimonio) una relazione scritta per fugare tutti i dubbi. 

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