Oggi l’addio a Vanni con la strana coppia Veltroni-Galan

Il funerale alle 10.30 nell’androne di Ca’ Farsetti previsti Messaggio di cordoglio di Massimo D’Alema

di Alberto Vitucci

Walter Veltroni e Giancarlo Galan. Due storie molto distanti, spesso contrapposte. Si ritroveranno stamattina alle 10.30 nell’androne di Ca’ Farsetti per dare l’addio a Valter Vanni, politico di razza scomparso l’altro giorno all’età di 62 anni. Cerimonia civile, come Vanni desiderava. Con il popolo del Pci, di cui era stato uno dei dirigenti di spicco a rendergli l’estremo saluto insieme ai cittadini e ai tanti che lo rispettavano pur militando in aree politiche diverse. Veltroni e Galan, ma anche il sindaco Orsoni, il segretario provinciale del Pd Michele Mognato, il segretario della sezione Pd di Actv, di cui Vanni è stato presidente, Maurizio Mandricardo.

Un messaggio di cordoglio è giungo anche da Massimo D’Alema: «Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Valter. Un compagno la cui vita resta un esemoio di impegno politico profondo e appassionato». E ancora: «Valter è sempre rimasto fedele ai propri ideali di solidarietà, giustizia sociale, di una politica alta al servizio della propria città e del proprio Paese».

Una figura di politico «vecchio stampo», quella di Vanni. Che credeva nella forza della politica e nell’organizzazione del partito. Che sapeva difendere le proprie idee anche quando non erano maggioritarie. Come nell’elezione per il sindaco del 2005. Lui che appoggiava Felice Casson, sconfitto da Massimo Cacciari e da una parte del partito che si era schierata con il filosofo. «Allora era stato l’unico a dimettersi immediatamente dopo la sconfitta», ricorda Roberto Turetta, oggi presidente del Consiglio comunale, «era un orso, a volte molto ruvido. Ma ha portato in città opere importanti come il Passante, il tram». Cordoglio generale per la scomparsa di Vanni. Anche dal Pdl regionale arrivano attestati di stima. Dall’assessore Renato Chisso, che con Vanni ha condiviso molti progetti. All’ex presidente della giunta Giancarlo Galan. Vanni è stato per dieci anni (dal 1990 al 2000) consigliere regionale del Pci poi Pds. Per un breve periodo anche assessore (nel 1993 dell’unica giunta di sinistra nella storia della Regione, presieduta da Giuseppe Pupillo. «Su alcune grandi opere come il Passante avevamo idee diverse», ricorda Michele Boato, allora assessore all’Ambiente, «ma anche a Vanni si deve la realizzazione di un progetto di grande innovazione per Marghera come il Vega, il Parco scientifico tecnologico». nel 2000 era stato nominato dalla giunta Costa presidente di Actv. Poi si era dimesso nel 2005. Negli ultimi anni aveva ripreso a far politica, occupandosi di sanità e delle grandi operazioni immobiliari del Lido. L’anno scorso l’insorgere della malattia, un cancro al pancreas che non gli ha dato scampo. A chi lo sentiva, nei giorni in cui la malattia si è aggravata, Vanni rispondeva con un filo di voce: «Sopravvivo». «Voleva dire che aveva tante cose da fare, e non ci sarebbe riuscito», dice Turetta.

Jacopo Molina, giovane consigliere comunale di Cannaregio che ne ha in parte raccolto l’eredità, lo ricorda come «uomo autorevole e non autoritario, dal pensiero sempre lucido e preparato. Affrontava sempre le questioni nel merito». Cordoglio anche da Gianfranco Bettin. «Uno su cui si poteva contare, in una scena politica infestata da cialtroni e demagoghi», ricorda, «una persona seria, che svolgeva i suoi incarichi in ragione di una coerente militanza». «Era un punto di riferimento», ricorda il consigliere regionale dell’Idv Gennaro Marotta.

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