Ramen, bbq coreana e hot pot: il cibo orientale riaccende Mestre

In Corte Legrenzi ha aperto sue due piani il coreano Ciarim, il ramen spopola tra via San Donà e piazza XVII Ottobre: tutte le nuove aperture 

Marta Artico
Super Ramen - Ramen House - Ciarim
Super Ramen - Ramen House - Ciarim

I ristoranti orientali cambiano volto, i cinesi tout court e i pokè sono stati soppiantati da Bbq coreana, hot pot, fonduta cinese e ramen. E riaccendono vetrine a lungo spente disseminate per la città.

In Calle Legrenzi, ha aperto Ciarim, ristorante coreano doc che ha rinnovato gli spazi dove un tempo si trovava La Patatina e aperto entrambi i piani della palazzina che affaccia sulla splendida Corte.

A preparare le pietanze c’è lo chef coreano, Giulio (nome italiano) Park, che è anche il proprietario, originario di Seul.

«Ciarim' significa preparare con cura un pasto completo per ogni singolo ospite» spiega «per me, la cosa più importante è il gusto. Vi offrirò una cucina coreana sana, moderna e di tendenza, presentata nello stile unico di Ciarim».

Al tavolo si serve il distillato più famoso della Corea, il soju, che si beve a volontà in tutte le fiction, il Chungha, vino di riso raffinato o ancora la bionda più famosa di Seoul. I piatti sono una selezione di ricette tipiche, kimchi in due versioni, rosso e bianco, i famosissimi gnocchi di riso, l’orata fritta, la salsiccia di calamaro ripiena con salsa al nero di seppia e poi zuppe, noodles, spaghetti di patate e molto altro. Il menù pranzo è un mix di specialità da testare.

In piazza XXVII Ottobre ha invece inaugurato Super Ramen, un locale giovane, molto colorato, dove si può scegliere di mangiare sul treno della Città Incantata oppure con Luffy sulla sua nave pirata. Arredamento a tema anime, scenografie con i personaggi preferiti. Il piatto forte è il ramen, piccante o meno, brodi ricchi e saporiti. E poi gyoza saporiti, bowl, bao e molto altro.

In via San Donà, invece, ha aperto di recente, ma sta diventando sempre più gettonato, Ramen House, un locale raccolto e in stile, vetrine a vista, bancone e niente delivery, solo asporto, quando non è molto pieno. E lo è quasi sempre. Il ristorante è gestito da Andrea e Alessio, entrambi trentenni cinesi con dieci anni di attività alle spalle, appassionati di cucina orientale e nello specifico, di ramen giapponese. Qui ci si siede e si attende. «Non siamo una catena» fanno subito sapere «non desideriamo essere grandi, ma avere il nostro locale dove si arriva e si cena o si pranza con calma».

Il ramen è preparato a regola d’arte. «Il brodo viene cucinato anche per otto ore» spiegano «la carne è selezionata, come il pesce». Chef e aiuto chef vanno al mercato di Mestre, in macelleria, al supermercato, cercando gli ingredienti freschi.

Nulla è surgelato, tutto è cucinato e cotto al momento. «Prepariamo tutto noi, la nostra è una cucina artigianale e casalinga». Sono cresciuti in Italia, ma hanno lavorato anche in Giappone. «Nelle catene capisci subito che qualche cosa non va, ma il brodo è il segreto del ramen» aggiungono. Non vogliono pubblicità, perché sono sempre pieni e non possono far sedere più di 17 persone. Ambiente intimo, con una clientela affezionata. Tanto che per provare il ramen, bisogna prenotare, per non rischiarare di fare un giro a vuoto e dover cambiare destinazione. Un angolo di Giappone a due passi da piazza Carpenedo. —

 

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