Nuovi accessi e terrazze per le Procuratie Vecchie

L’obiettivo è il 2020 per la riapertura vera e propria delle Procuratie Vecchie, ma il progetto di David Chipperfield curato per le Assicurazioni Generali, proprietarie del complesso è ormai in fase avanzata e aspetta solo il definitivo via libera della Soprintendenza veneziana per essere presentato ufficialmente.
Proprio la delicatezza del momento ha suggerito a Generali di far «oscurare» il progetto dell’archistar britannica, dalla mostra a lui dedicata nella Basilica Palladiana di Vicenza, apertasi pochi giorni fa (dove pure era prevista la sua esposizione) proprio per evitare qualsiasi fraintendimento o possibile frizione con la Soprintendenza e lo stesso Comune di Venezia. Il nodo più delicato resta quello delle nuove terrazze previste sulla sommità dell’edificio. Per terrazze, secondo le Generali, vanno intesi i lastrici di copertura di nuovi vani scala all’interno della sagoma dell’edificio e pertanto non visibili all’esterno) sono la rivisitazione di scale esistenti all’interno dell’immobile. Non si tratterà pertanto di «affacci» panoramici come quello comparso sul tetto del Fondaco dei Tedeschi con il progetto di Rem Koolhaas per il gruppo Benetton. Proseguono all’interno i lavori di frazionamento e di ristrutturazione voluti dalle Assicurazioni Generali, proprietarie dell’edificio, per il riuso che avrà anche fini di rappresentanza. Circa i due terzi degli spazi saranno riservati ad attività direzionali e a uffici che le Generali affitteranno ad altre società o istituzioni. Un terzo invece sarà mantenuto dalla compagnia assicuratrice per lo sviluppo del suo progetto «The Uman Safety Net», il progetto solidale che punta a creare una rete della sicurezza umana già avviata dalle Generali in altri Paesi, ma che avrà poi il suo centro proprio a Venezia con uffici e spazi aperti anche al pubblico. Creati per questo una nuova serie di scale e di nuovi accessi che portano la firma dell’architetto, ma anche l’obiettivo di ricreare un’integrità architettonica interna, riponendo in un collegamento diretto tutto gli ambienti, pur frazionati, attraverso una suggestiva serie di aperture ad arco. L’obiettivo è intervenire sul ripristino storico dell’edificio tenendo conto della stratificazione accumulatasi nel tempo, ma contemporaneamente rendendo gli spazi funzionali anche per i nuovi utilizzi che sono previsti. Un equilibrio non facile da raggiungere e per questo i lavori si stanno svolgendo sotto lo stretto controllo della Soprintendenza e il progetto è ancora “blindato”. (e. t.)
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