Nuova sede di Lingue malumori e polemiche

Una cosa è certa: gli studenti di Lingue di Ca’ Foscari “costretti” a lasciare le sedi attuali dei Dipartimenti per trasferire nella nuova sede di Ca’ Sagredo, a due passi di Piazzale Roma, in...

Una cosa è certa: gli studenti di Lingue di Ca’ Foscari “costretti” a lasciare le sedi attuali dei Dipartimenti per trasferire nella nuova sede di Ca’ Sagredo, a due passi di Piazzale Roma, in seguito alla permuta decisa dall’ateneo, staranno decisamente più stretti. A Ca’ Cappello, Ca’ Bembo e Palazzo Cosulich - i tre palazzi ceduti al Fondo immobiliare “Risparmio Immobiliare Uno Energia” e alla società trentina Penplan Invest sgr - oltre che a Ca’ Vendramin e Ca’ Bernardo (le altri due sedi di Lingue che verranno comunque dismesse) gli studenti potevano contare su spazi per oltre 10.400 metri quadrati, mentre nella nuova sede ne avranno a disposizione circa 6600, il 36 per cento in meno, considerando che il piano seminterrato potrà essere usato solo come magazzino o deposito librario. Questo spiega anche la protesta montante tra gli studenti, ma sostenuta anche da docenti come il decano degli studi di Orientalistica, il professor Riccardo Zipoli e l’imbarazzo palpabile dei vertici dell’ateneo con il «no comment» del rettore Carlo Carraro, che si è limitato a ricordare in questi giorni come l’accorpamento del polo di Lingue fosse stato anticipato da tempo. Ma sono i contorni e le cifre della trattativa che inducono, oggettivamente, a qualche riflessione. La stima dei tre palazzi ceduti (Ca’Cappello, Ca’ Bembo e Palazzo Cosulich) sarebbe infatti di 35 milioni e 210 mila euro contro un valore per la nuova sede di Ca’Sagredo di 33 milioni e 700 mila euro, e uno “sbilancio” dunque a sfavore di Ca’ Foscari di circa un milione e mezzo di euro. Ma non è tutto, perché Ca’ Foscari lascerebbe comunque tre palazzi storici già funzionanti, e dovrebbe invece sobbarcarsi per la ristrutturazione della nuova sede di Lingue, il trasloco, gli arredi e gli oneri fiscali una spesa ulteriore di circa 7 milioni e 600 mila euro. Se la logica dell’accorpamento nella nuova sede - ora adibita a uffici - è dunque quella di una razionalizzazione dei costi, ci vorrà qualche anno per ammortizzare l’investimento. I tre palazzi che Ca’ Foscari lascerà - non c’è bisogno di dirlo - sono naturalmente destinati a trasformarsi in alberghi o residenze turistiche mentre il nuovo palazzo è anche gravato da un’ipoteca, che dovrà comunque essere estinta prima di perfezionare la trattativa. Non si capisce pertanto la fretta nel chiudere questa trattativa da parte del rettore, quasi al termine del suo mandato - è stato osservato anche nell’assemblea pubblica tenutasi a Ca’ Cappello - e logica suggerirebbe che in questo caso dovrebbe essere proprio il professor Carraro a spiegare nel dettaglio a studenti e docenti di Lingue - almeno nel suo blog di ateneo, se non in un incontro pubblico - costi e benefici dettagliati della nuova operazione e soprattutto i vantaggi che ne deriveranno a Lingue. Nel momento in cui infatti buona parte della Facoltà dimostra di non capire o non condividere i contorni dell’operazione, è proprio il momento di spiegarla con chiarezza, nei particolari.(e.t.)

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