Nuova legge antifascista: nel Comune di Venezia firmano 1.265 persone

Grazie anche alle 1.265 firme raccolte dai consiglieri del Pd a Ca’ Farsetti è stata raggiunta – e superata – la soglia delle 50 mila adesioni necessarie a presentazione la legge antifascista promossa dal Comune di Stazzema (Lucca). Un progetto che, in poche settimane, ha coinvolto moltissime amministrazioni sparse su tutto il territorio nazionale, raggiungendo le 70 mila firme.
La proposta di legge, denominata “Norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo, e la vendita e la produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti” è nata nell’ottobre dello scorso anno, quando il comitato promotore presieduto appunto dal sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha depositato in Cassazione la documentazione utile. Tra i promotori fanno parte Silvia Calamandrei, nipote del padre costituzionalista Piero Calamandrei. Ma pure Adelmo Cervi, figlio di Aldo, terzogenito dei sette fratelli che vennero fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia. Un episodio che risale al 28 dicembre del 1943.
Tra i promotori figura inoltre Bruno Possenti, presidente della sezione Anpi della Toscana. «Nonostante gli ostacoli organizzativi, derivati dall'emergenza sanitaria e dalla zona rossa, siamo riusciti a raccogliere moltissime firme, dando un prezioso contributo anche dalla nostra città», commenta Paolo Ticozzi, consigliere comunale del Pd a Ca’ Farsetti. «Questo allestendo stand e banchetti nelle piazze e nei campi cittadini, ma raccogliendo firme pure in alcuni negozi tra Venezia, Mestre e Marghera. Il tutto in collaborazione con Anpi, Spi Cgil e Libera. C’è grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto». —
S.B.
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