Nuova Esa, ecco la bonifica Il futuro? «Un grande parco»

Nei terreni avvelenati di via Fornace prosegue l’opera di disinquinamento  Il sindaco Romanello batte cassa: servono altri fondi per il risanamento

/ marcon

Prosegue la bonifica dei terreni avvelenati dello stabilimento della ex Nuova Esa di Marcon, anche se i tempi per completare l’intervento restano incerti. E, come riferisce il sindaco Matteo Romanello, serviranno altri soldi ma l’obiettivo finale resta la realizzazione di un parco.

In questo momento, la vicenda è in mano alla Regione e alla società Veneto Acque e gli esperti stanno andando avanti in modo spedito per liberare l’area di via Fornace dai rifiuti. Sono stati asportati i silos e smaltiti con la vendita di ferro e alluminio; sono stati prelevati dei campioni per analizzare l’acqua piovana; tolti i fanghi tossici.

In pratica adesso si stanno usando gli ultimi 2 milioni e mezzo di euro arrivati al Comune di Marcon per completare la bonifica della ex Nuova Esa; si tratta di soldi provenienti dalla Legge Speciale per Venezia e indirizzati a lavori per il risanamento ambientale. Con questa somma, a Marcon sono arrivati 5,8 milioni di euro in un triennio per liberare l’area e smaltire tutti i rifiuti presenti, perché in precedenza il finanziamento era stato superiore ai 3 milioni di euro. Ma dovrebbe servire un ultimo sforzo economico per completare l’opera e dare una nuova vita a quel pezzo di via Fornace.

«Quell’area è molto importante per la comunità», spiega Romanello, «ma temo che i milioni di euro arrivati sinora non basteranno a completare l’intera opera di risanamento». La Nuova Esa fu chiusa da un’indagine della Procura del 2004, che portò alla condanna dei suoi vertici. Dal 2012, sono state rimosse centinaia di tonnellate di materiale infiammabile e molto pericoloso.

Non sono mancati i problemi e gli inconvenienti nel corso degli anni; il 27 giugno 2012, ad esempio, si verificò un incendio dove bruciarono rifiuti stoccati nel piazzale e contenenti residui di plastica e zolfo. Per fortuna le fiamme non coinvolsero quelli tossici finiti in un’inchiesta della magistratura. Ma quando succede qualcosa da quelle parti, come l’incendio di sabato sera in una casa abbandonata non distante dalla ex Nuova Esa, le antenne si alzano subito. In questi anni si è fatto il possibile per risanare la superficie, procedendo per fasi e ogni operazione eseguita all’interno della ex Nuova Esa si è tenuta sotto il controllo del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri. Se la “guarigione” dell’area prosegue spedita, ci s’interroga sul futuro. Romanello ha un’idea ben precisa. «Ho sempre detto che riconvertirla in parco è la soluzione ideale. Il modello è San Giuliano di Mestre e servirà un programma specifico perché si realizzi. Serve capire cosa vorrà fare la Regione ma trasformarla in zona verde a servizio della gente, sarebbe un ottimo lavoro». Completare la bonifica è una buona partenza. —

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