Nordio: "Nessun ex sindaco nel registro degli indagati"

VENEZIA «Sono io a fare le iscrizioni sul registro degli indagati di quest’inchiesta e posso dire che non c’è il nome di alcun ex sindaco di Venezia». È categorico il Procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio nel smentire la notizia che ci sarebbe un ex sindaco di Venezia indagato nell’inchiesta Mose.
La notizia era apparsa sull’edizione di ieri di un quotidiano. Carlo Nordio aggiunge: «È una bufala colossale, che smentisco nella maniera più assoluta». Secondo quanto riportato dal quotidiano, infatti, ci sarebbe ancora aperto un filone dell’inchiesta del Mose, il cui processo per gli ultimi 12 imputati si aprirà il 22 ottobre dopo che già altri 28 hanno patteggiato, che riguarda un ex sindaco di Venezia. Smentita anche da parte dei due sostituti procuratori che si occupano ancora di Mose, cioè Stefano Ancillotto e Stefano Buccini.
Secondo il quotidiano l’ex sindaco avrebbe intascato soldi in cambio di favori. Il procuratore aggiunto, ieri, ha fatto notare, tra le altre cose, che questo reato sarebbe pure prescritto per i sindaci che hanno governato Venezia prima di Giorgio Orsoni. L'ipotesi di un nuovo primo cittadino nel mirino viene formulata anche sulla base delle dichiarazioni di Giancarlo Galan, l'ex presidente della Regione ora ai domiciliari dopo aver patteggiato con l'accusa di corruzione, fornite durante un'intervista. Ma anche l'ex ad della Mantovani Piergiorgio Baita, avrebbe dichiarato che un ex sindaco veneziano era molto vicino a Giovanni Mazzacurati, ex presidente del Consorzio Venezia Nuova. In diverse occasioni il Presidente Mazzacurati ha dichiarato di aver pagato, da quando era arrivato a Venezia, le campagne elettorali di tutti i primi cittadini lagunari.
Ma appunto come ha spiegato Nordio, tutti i reati prima di Orsoni sarebbero prescritti. Se di questi reati si tratta. Nessun magistrato inizierebbe un’indagine per un reato che non porterebbe a nessuna eventuale condanna perché prescritto. Nell’inchiesta Mose il 22 ottobre il giudice Andrea Comez valuterà la posizione, dopo l'uscita di scena di una ventina di personaggi che hanno scelto la via del patteggiamento della pena, tra gli altri di Giorgio Orsoni, di Altero Matteoli già ministro dell'Ambiente, Lia Sartori in passato presidente del Consiglio regionale. E poi dell'imprenditore Erasmo Cinque, l'ex presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva, Vittorio Giuseppone magistrato della Corte dei Conti all’epoca dei fatti incriminati.
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