«Non si toccano i salari dei lavoratori»

Consiglio comunale, mozione per chiedere al governo la modifica delle sanzioni. Boraso: ma le regole le conoscevano
Interpress/Mazzega Pellicani Venezia, 13.01.2014.- Comune di Venezia, Consiglio Comunale, lavoratori del Comune di Venezia in agitazione per la drastica riduzione degli stipendi.- Nella foto la relazione del Sindaco Giorgio Orsoni
Interpress/Mazzega Pellicani Venezia, 13.01.2014.- Comune di Venezia, Consiglio Comunale, lavoratori del Comune di Venezia in agitazione per la drastica riduzione degli stipendi.- Nella foto la relazione del Sindaco Giorgio Orsoni

«Abrogare subito le norme che fanno pagare lo sforamento del Patto di Stabilità ai dipendenti tagliando i loro salari. Il rispetto del Patto non può tradursi in una punizione per chi non ha responsabilità nella gestione del bilancio». La denuncia letta in aula dal sindacalista e portavoce delle Rsu di Ca’ Farsetti Antonio Vanacore – appluditissimo – si è trasformata in un ordine del giorno, votato a tarda sera dal Consiglio comunale a larghissima maggioranza. Protesta che non si ferma, quella dei lavoratori comunali, ieri presenti in forze a Ca’ Loredan per assistere al Consiglio comunale. «Ci tagliano in media duecento euro, qualcuno anche di più», dicono i sindacati, «è una vergogna». Straordinari bloccati, vigili costretti a fare i turni, premi e piccoli integrativi bloccati. «Situazione drammatica, che coinvolge i tremila dipendenti comunali. E che potrebbe presto riflettersi, ha detto ieri al microfono il rappresentante del sindacato Diccap Luca Lombardo, «anche sui servizi». «Chiediamo un dietro front rispetto alla politica del Comune», ha detto Lombardo, «da subito una riorganizzazione e una redistribuzione delle risorse disponibili».

In apertura di seduta il sindaco Giorgio Orsoni ha tracciato un bilancio della situazione. Ribadendo come in assenza del sospirato decreto per l’attenuazione delle sanzioni – promesso a giorni dal premier Enrico Letta – la strada sia segnata. Un meccanismo che stritola gli enti locali, ha ribadito il sindaco, scaricando sui comuni i problemi di bilancio dello Stato. Anche le regole stabilite per rispettare i parametri sono penalizzanti soprattutto per Venezia, dove vengono conteggiati decine di milioni di euro che in realtà non sono spese ma «partite di giro» per pagare Actv, i dipendenti del Casinò, la Legge Speciale che non arriva più da anni. In serata il sindaco è volato a Roma, dove oggi potrebbe avere un incontro con dirigenti e funzionari della presidenza del Consiglio.

Dopo una lunga riunione di capigruppo si è deciso di aprire il dibattito in aula. «Il sindaco si dovrebbe dimettere», dice Renato Boraso, «le regole le sapevano da tempo, la giunta si prenda le sue responsabilità. Cosa hanno fatto a Roma dodici nostri parlamentari e un sottosegretario veneziano nel governo?». Duri anche Michele Zuin (Forza Italia), Gianluigi Placella (Cinquestelle), la Lega e il Gruppo Misto.

Alla fine l’ordine del giorno presentato da Luigi Giordani (Psi) e sottoscritto dal sindaco Orsoni come primo firmatario, dal Pd, Udc e lista «In Comune» ha raccolto sostegno unanime, pur con le riserve dell’opposizione.

È prevalsa la «solidarietà» ai lavoratori comunali, con l’invito al sindaco ad operarsi per ottenere finalmente la riduzione delle sanzioni da parte del governo. Unico contrario, Nicola Funari (Gruppo Misto) che ha presentato un ordine del giorno di segno opposto (respinto) molto critico con l’operato dell’amministrazione.

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