«Non ci sono nuove patologie legate all’inquinamento»

Il direttore sanitario dell’Usl 3 «Mancano dati precisi sull'incidenza dello smog. Quello che si può fare è evitare fumo alcol e migliorare gli stili di vita»

Il tema dello smog e delle patologie a esso correlate rimane sempre d'attualità in campo medico. Se ne parlerà anche a Venezia in Salute tra due settimane, ma intanto il direttore sanitario della Usl 3 Serenissima trova anche alcune note positive per la nostra città. «Il monitoraggio dell'ambiente è di competenza di Arpav», afferma Onofrio Lamanna, «ma noi medici ci possiamo accorgere se si evidenziano delle differenze eventuali in tema epidemiologico rispetto ad altre città italiane. Per ora non ci sono segnali che facciano pensare che Venezia e Mestre possano essere talmente inquinate da far insorgere nuove patologie specifiche, poiché già con una città limitrofa come Padova le differenze possono essere minime. Certo, un fattore meno inquinante esiste di sicuro da noi, poiché la chiusura di attività legate alla chimica, come il Cvm, hanno tolto al luogo fattori pericolosi di inquinamento tali da far insorgere più spesso tumori come quelli al fegato e ai polmoni che erano diventate malattie professionali. Conosco realtà simili, avendo fatto per 12 anni il medico militare a Taranto e lì c'era l'Italsider, poi Ilva».

In questi ultimi anni numerosi pneumologi, medici di famiglia o pediatri hanno lanciato l'allarme per le patologie all'apparato respiratorio connesse allo smog. «Mancano dati precisi che ci dicano l'incidenza chiara dello smog», aggiunge Lamanna, «ma se avessi avuto il sentore che a Mestre ci fossero stati dei valori altamente pericolosi, avrei cambiato sicuramente subito città. L'inquinamento purtroppo è diffuso ovunque, magari in montagna un po' meno, ma c'è. La differenza la possono allora fare gli stili di vita, l'evitare dipendenze come da fumo, alcolici o droghe, curare la propria forma fisica e l'alimentazione. Sull'ammalarsi o meno gioca molto la predisposizione dell'individuo. Possiamo invitare le persone a modificare il proprio comportamento, ma non possiamo decidere noi medici se un cittadino deve comperare un'auto piuttosto che un'altra, o in che modo scaldarsi la casa».

E il tema degli inquinanti era stato oggetto di un convegno organizzato proprio lo scorso anno a Mestre. «Il miglioramento della qualità della vita delle persone passa anche attraverso gli investimenti pubblici», osserva Giovanni Leoni, presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Venezia. «Il Comune ha fatto molto finora, incidendo sul trasporto pubblico con tram e altri progetti meno impattanti, promuovendo la mobilità sostenibile e modificando la viabilità. Un altro passo molto importante sarà rappresentato dalla sostituzione delle vecchie caldaie con quelle a condensazione, ma servono investimenti strutturali. Poi, basta pensare alle stufe a pellet che si sono alla fine rivelate tra i peggiori fattori di inquinamento». —





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