Non aveva diffamato l’ex presidente del rugby Il giudice assolve Boraso

Renato Boraso, all’epoca dei fatti (era il 2012) consigliere di opposizione, non diffamò Tommaso Pipitone, allora presidente del Rugby Casinò di Venezia, attraverso una interpellanza sul fallimento della società sportiva. Lo ha deciso ieri il giudice di pace Fabrizio Pertile, assolvendo Boraso, oggi assessore, perché il fatto non costituisce reato. Pipitone si era costituito con l’avvocato Bruno Alderuccio. I difensori dell’imputato, gli avvocati Fabio Niero e Alvise Muffato, hanno sostenuto come le parole di Boraso, certamente caratterizzate da toni forti, dovessero tuttavia essere considerate come espressioni del diritto di critica politica.
Per chiedere all’allora sindaco Orsoni di fare chiarezza sul fallimento della società di rugby e sulla fidejussione da 950mila euro concessa dal Comune verso la banca per le nuove strutture, Boraso aveva presentato una interpellanza. «Questo signore ha fatto fallire il Rugby Venezia», aveva scritto il consigliere, «Diciamo basta a questo scandalo, smettendola di coprire certi personaggi solo perché amici o referenti politici di qualcuno o di qualcosa». Per questo Boraso aveva chiesto chiarimenti al Comune. —
Ru.B.
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