Noale, truffa del finto carabiniere sventata dalla sorella e dalla figlia della vittima

Un trasfertista da Napoli ha chiesto di controllare i gioielli. La sorella dell’anziana vittima ha fatto scattare i controlli, si era insospettita trovando tutti i telefoni occupati

Marta Artico

Truffa del finto carabiniere, arrestato dai militari dell’Arma 47enne della provincia di Napoli. Si è presentato in casa di una 80enne di Noale giovedì, per ritirare oro, gioielli, quanto aveva di valore, ma ad attenderlo questa volta, ha trovato carabinieri in borghese e in divisa, che non glie l’hanno fatta passare liscia.

Venerdì 21 agosto, durante la mattinata, nelle aule del tribunale è comparso un uomo originario del Napoletano, parte di un’organizzazione criminale che continua, senza sosta, a prendere di mira anziani veneziani, dopo aver recuperato tutte le informazioni possibili sulle loro fragilità. Questa volta, però, gli è andata male.

L’anziana era stata raggiunta al telefono dalla banda dei finti carabinieri, che tenevano occupati tutti i telefoni della casa, sia il fisso dell’abitazione, che i cellulari di moglie e marito, entrambi anziani. La truffa, sempre la medesima: c’è stata una rapina, i suoi gioielli sono stati identificanti come provento di un furto in una gioielleria, dobbiamo verificare che davvero lei non c’entri nulla, per questo stiamo arrivando, li prepari tutti, possiamo risolvere la questione senza ulteriori provvedimenti.

L’anziana aveva preparato il bottino, per consegnarlo al finto carabinieri, che si è presentato suonando al campanello, con un tesserino identificativo dell’Arma.

Cos’era accaduto nel frattempo? La sorella dell’anziana, aveva composto il numero dell’ottantenne per parlare con lei, come tutti i giorni, ma trovando i telefoni occupati, si era preoccupata. Così aveva mandato una vicina di casa a bussare alla porta e l’anziana le aveva risposto che non poteva aprire né rispondere al telefono, perchè era occupata con i carabinieri per una questione urgente.

A quel punto la sorella e la figlia, hanno chiamato i carabinieri, quelli veri, che hanno teso la trappola al 47enne. Quando ha varcato la porta, dopo aver suonato il campanello, prima che l’anziana potesse sporgergli il bottino, aveva già le manette ai polsi.

Ieri mattina l’uomo si è presentato nell’aula di tribunale per la direttissima, davanti alla giudice Francesca Zancan, difeso dall’avvocato d’ufficio Francesco Neri Nardi. L’arresto è stato convalidato, l’uomo ha il divieto di dimora nella provincia di Venezia, mentre dovrà comparire nuovamente in tribunale il 22 settembre.

Una storia a lieto fine, grazie alla rete famigliare dell’anziana, che si è attivata non appena ha capito che qualcosa non andava. E soprattutto all’intervento immediato dei militari dell’Arma, che si sono precipitati a Noale, spiegando ai famigliari cosa dovevano fare, sia in borghese che in uniforme, riuscendo a bloccare il malvivente e soprattutto a coglierlo con le mani nel sacco.

Un episodio che riaccende i riflettori su un reato odioso, le truffe alle persone anziane da parte di bande criminali campane, specializzate in reperire informazioni sulle fasce fragili e che poi mettono in atto un vero e proprio piano per spogliare dei beni gli anziani, facendo leva sui sentimenti, fingendo incidenti gravi o come in questi casi – che si stanno moltiplicando – inventando altri stratagemmi credibili.

Carabinieri e forze dell’ordine mettono in guardia le famiglie e avvisano di stare sempre sull’attenti, non aprire mai la porta, non rispondere a chi chiede denaro, bonifici, beni e si presenta a casa.

 

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