«Nessuna riduzione della pena Marinica se ne vada da Musile»

MUSILE
«Non so come possa chiedere la riduzione della pena dopo quello che ha fatto, adesso la comunità ci è ancora più vicina e chiede che sia allontanato da Musile». Romina Ceccato in Laugeni, mamma di Riccardo Laugeni, uno dei quattro ragazzi morti nel tragico incidente di Jesolo nel canale Pesarona, non si dà pace. Ora che Marius Alin Marinica, 29enne elettricista rumeno alla guida della Golf che ha colpito i quattro giovani finiti poi fuori strada, chiede in appello uno sconto di pena, a Musile e nel basso Piave la comunità si ribella e invoca giustizia.
Molti i commenti minatori sui social, cittadini esasperati puntano il dito contro il rumeno e lo minacciano, dopo la richiesta formulata in appello di un alleggerimento della pena. Anche nei giorni scorsi le famiglie dei ragazzi l’hanno visto sul terrazzo del suo appartamento di Musile, dove si trova ai domiciliari. Hanno sentito il sangue ribollire, il cuore battere forte e le lacrime inumidire gli occhi: «Per noi genitori dei ragazzi morti è una continua sofferenza», dice Romina, «e ogni udienza è un trauma che ci colpisce nel profondo. Abbiamo vissuto questi anni sempre in tensione e la condanna deve essere esemplare. Voglio solo dire che confido con tutto il cuore che quella scritta che è scolpita nelle aule di giustizia, “la legge è uguale per tutti”, sia vera. Perché questi ragazzi meritano di avere giustizia dopo quella morte tragica. La legge c’è e deve essere applicata. La riduzione della pena non la accettiamo. Qui deve passare un messaggio importante ai giovani: che la giustizia esiste e chi ha fatto morire quattro ragazzi, non uno, deve essere punito con la giusta severità».
«Tutto quello che penso e sento dentro di me lo dirò solo a fine processo» conclude amareggiata Romina, «ma adesso mi sento di dire che chi sbaglia deve pagare. Io non mi fermerò mai fino a quando questi ragazzi e tutte le vittime della strada non avranno giustizia e combatterò fino alla fine perché questa è la forza che mi aiuta ancora a vivere».
Romina Ceccato è adesso impegnata in prima persona nell’associazione “Alba, luci sulla buona strada”, nata subito dopo la tragedia di Jesolo per la sensibilizzazione ai temi della sicurezza stradale. Ha organizzato eventi e incontri pubblici e una fiaccolata sul ponte della Vittoria con 1500 persone, mai riunite in così gran numero nel Basso Piave. Ora i cittadini di Musile si stanno organizzando attraverso i social per organizzare una nuova manifestazione in piazza a Musile per dimostrare la solidarietà alle famiglie delle vittime. —
Giovanni Cagnassi
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