«Nessuna irregolarità sui contratti degli artisti scritturati alla Fenice»

Replica di In Art srl dopo l’interrogazione di La Rocca (M5S) sui numerosi accordi stipulati da parte della stessa agenzia

«Nessuna irregolarità sui contratti degli artisti scritturati alla Fenice». Non si placano le polemiche intorno alla Fenice. Dopo la lettera d’accusa sottoscritta dal 60% degli orchestrali contro l’operato della Fondazione lirica e del sovrintendente Ortombina, è Francesco Saverio Clemente (amministratore delegato di In Art srl) a voler replicare alle accuse mosse da un’interrogazione depositata in consiglio comunale. L’indice della società è puntato contro l’affondo della consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle Elena La Rocca, secondo cui vi sarebbe stata una concentrazione di contratti in capo ad artisti che fanno riferimento ad alcune agenzie, sempre le stesse. «Abbiamo fatto una verifica con riferimento alla Fenice ed è emerso un quadro che desta preoccupazione. In termini numerici una stessa Agenzia, “In Art” , ha ottenuto il triplo delle scritturazioni della seconda agenzia col maggior numero di contratti nella stagione 2018-2019 e il doppio in quella 2019-2020». Un’interrogazione che, tra l’altro, menziona anche un’indagine avviata a Torino denominata “Spartito” dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, in relazione ad alcune ipotesi di corruzione nell’ambito della gestione della Fondazione Lirica del Teatro Regio di Torino e nell’assegnazione di scritturazioni.

Un parallelismo che, per la società, è «offensivo». «La società», spiega Clemente, «opera come una sorta di consorzio di più agenti i quali amministrano e gestiscono i contratti stipulati negli interessi degli artisti. Si aggiunga come il numero degli artisti sotto contratto sia in continua crescita posto che la società è particolarmente attenta all’individuazione dei giovani talenti. Al contempo, la Fenice è uno dei teatri che mette in scena più recita d’opera in Italia, con ampia scritturazione di artisti giovani. Per tale ragione, le scritturazioni di Inart sono superiori a quelle di altre società di management. Malgrado ciò, l’introito derivante da queste corrisponde solo all’8,5% del fatturato della società. Non accetteremo ulteriori illazioni». —

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