Tuffo dal ponte a Bevazzana, mobilitati 60 soccorritori per la bravata di tre ragazzi

I giovani si sono allontanati dopo essere riemersi dal fiume: ora rischiano denunce per procurato allarme e invasione di terreno

Rosario Padovano
I sommozzatori impegnati nella ricerca del ragazzo lungo il Tagliamento
I sommozzatori impegnati nella ricerca del ragazzo lungo il Tagliamento

Una bravata, magari da postare, poche ore dopo, sui social: si risolve così il mistero dei tre ragazzi che martedì sera si sono tuffati dal ponte di Bevazzana, sulla parte friulana del manufatto che collega i comuni di Latisana e San Michele al Tagliamento.

La Compagnia dei carabinieri di Portogruaro sta indagando ora per procurato allarme e invasione di terreni (i tre sarebbero risaliti su proprietà private, un cantiere per barche e un villaggio). I giovani non sono stati compiutamente identificati: dalla descrizione fatta dai testimoni, comunque, pare che i protagonisti della vicenda siano tutti minorenni.

Si tuffa nel Tagliamento e sparisce: scattano le ricerche, ma è un falso allarme
Le ricerche del ragazzo disperso. Foto Petrussi

Così, mentre sul luogo del tuffo, in seguito alla segnalazione di un’automobilista lì di passaggio, si riversavano una sessantina di soccorritori – la tensione ingigantita dalla contemporanea scomparsa, avvenuta in questi giorni, di un ragazzo nel Comune di Bibione –, il trio, emerso dalle acque, si stava dirigendo verso Bibione. Il ragazzo che era stato visto nell’atto di tuffarsi, in particolare, pochi minuti dopo l’atto era stato notato dall’operaio di un cantiere mentre a nuoto stava guadagnando la riva destra del fiume, quella appunto di Bevazzana di San Michele, vicino a Bibione.

Come si accennava, è possibile che i tre si siano tuffati dal ponte per un video da pubblicare sui social oppure per una scommessa. I carabinieri della stazione di Bibione attualmente stanno vagliando le immagini delle telecamere della videosorveglianza del Comune di San Michele al Tagliamento. Ora c’è il pericolo che qualcuno li possa imitare. Ecco perché i carabinieri li vogliono trovare e identificare prima, per poi passare la palla al demanio per i procedimenti di loro competenza.

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