Nemmeno la pioggia fa scendere il Pm10 sotto il limite sanitario

Malgrado la giornata di pioggia e le previsioni ottimistiche dell’Arpv, anche ieri la concentrazione media giornaliera di polveri sottili (Pm10) nell’aria che respiriamo è rimasta coltre il limite di sicurezza dei 50 micrgogrammi per metro cubo d’aria, come succede ormai senza interruzione da lunedì scorso, dopo una tregua di due giorni che faceva seguito a ben dodici giorni consecutivi di Pm10 oltre il limite.

Segno, secondo i tecnici dell’Arpav, che il massiccio accumulo di polveri in atmosfera, iniziato il 31 dicembre scorso, sostanzialmente continua visto che l’intensità e la quantità di pioggia caduta ieri non è bastata a ripulire del tutto gli strati più bassoi dell’atmosfera. Per la giornata di oggi e di domani non sono previste altre piogge e ci si aspetta un ritorno dell’alta pressione che favorisce il ristagno degli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera. La centralina di riferimento urbano per il monitoraggio della qualità dell’aria, posizionata al parco della Bissuola, aveva chiuso la giornata di venerdì con una media giornaliera di 73 microgrammi (23 in più del limite di sicurezza sanitaria ). Ieri, sempre alla Bissuola, la centralina dell’Arpav ha misurato un picco di 201 microgrammi di Pm10 alle 2 di mattina, poi con l’inizio della pioggia ha cominciato a scendere arrivando solo a mezzogiorno a 44 microgrammi, per poi ricominciare a salire sopra i 50 microgrammi.

Se la situazione, come pare, non cambierà in modo sostanziale, domani il primo bollettino settimanale redatto dall’Arpav non potrà che riconfermare il livello 2 (arancio) delle misure di emergenza, con il rischio di arrivare al livello 2 (rosso), il fine settimana prossimo. Per quanto riguarda le altre centraline di monitoraggio dell’aria, quella di via Tagliamento, a ridosso della tangenziale di Mestre, alle 18 di ieri pomeriggio – dopo ore di pioggia abbastanza intensa – era ancora ferma a 60 microgrammi di Pm10. Neanche la centralina di via Beccaria a Marghera ha mai registrato ieri un abbassamento delle polveri sotto il limite di sicurezza. Solo la centralina di Rio Novo, in centro storico, ha cominciato a misurare livelli di Pm10 sotto il limite dei 50 microgrammi dalle 4 del pomeriggio, per poi tornare a crescere. A confermare la pericolosità di una prolungata esposizione ad alte concentrazioni di Pm 10 sono arrivati ieri i consigli medici di Roberto Boffi, che dirige la pneumologia all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Niente bicicletta nè jogging nelle città inquinate di questi giorni che registrano picchi allarmanti di smog – ha detto Boffi – . Bisogna evitare di fare sforzi fisici a meno di cento metri dalle strade più trafficate. Questo vale per tutti, non solo per le categorie più a rischio, come donne incinte, asmatici, anziani e cardiopatici che dovrebbero utilizzare le mascherine col filtro antiparticolato “P3” in grado di trattenere più del 90% delle polver». «Inoltre – ha aggiunto il medico – è meglio evitare di fare attività fisica nelle giornate di picchi influenzali per non mettere in sinergia il danno da smog con quello dei virus. —

Gianni Favarato

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