'Ndrangheta e droga, arresti nel Veneziano: quintali di coca nascosti dentro frutta in plastica

VENEZIA. Ben 130 chili di cocaina sequestrati in un magazzino di Meolo: la droga era nascosta dentro frutta in plastica, all'interno in un container. E in carcere sono finiti in nove, ma in particolare Attilio Vittorio Violi, 52 anni, considerato il "capo santista": residente a Marcon, è ritenuto dagli investigatori della guardia di finanza e della procura Antimafia di Venezia un elemento di spicco dell’organizzazione, legato alla ‘ndrangheta di Africo (Reggio Calabria). Al suo attivo numerosi precedenti di polizia, tra l’altro, per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione abusiva di armi.
Oltre 150 i finanzieri impegnati tra giovedì e venerdì in un'ampia operazione antidroga tesa a sgominare una banda di narcotrafficanti legati alla 'ndrangheta e, in particolare, alla famiglia Morabito: complessivamente sono 9 gli arresti operati dagli uomini della Guardia di Finanza di Venezia, in collaborazione con i colleghi lombardi.
L’organizzazione - una banda di calabresi specializzata in traffico di droga con il Sud America: oltre 400 chili in pochi mesi - si era insediata stabilmente nell’hinterland di Venezia: importava la droga dal sud America e la spacciava tra Veneto e Lombardia, utilizzando come base alcuni magazzini a Marghera e Meolo. I finanzieri in tre anni di indagini hanno potuto documentare tre importazioni di cocaina purissima per un peso di circa 410 chili. La droga partiva da Colombia e Costarica in nave, compiva una sosta "tecnica" in Spagna, arrivava a Livorno e veniva sdoganata nel porto di Venezia.
In carcere anche due ristoratori di origine albanese che, all’interno del loro locale situato a Venezia - "La Lanterna" - custodivano circa un chilogrammo di cocaina ed altrettanta marijuana, pronta per essere spacciata.
Dopo aver seguito per settimane Vitale, giovedì pomeriggio il blitz è scattato in un magazzino di Meolo, dove l'uomo e tre complici stavano scaricando da un furgone 90 casse di falsi tuberi di manioca in materiale plastico, al cui interno erano occultati panetti di cocaina, per un peso complessivo di circa 98 kg., sottoposti a sequestro. Contemporaneamente, sono state avviate oltre 20 perquisizioni in Veneto e Lombardia.
L’attività investigativa è stata condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia – D.D.A.. Le investigazioni si sono avvalse anche del prezioso apporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata.
Tutti gli arrestati. Con Attilio Vittorio Violi, l'altro "santista" per cui sono scattate le manette è Santo Morabito, 52, suo socio in affari e specializzato nel tenere i contatti tra Calabria, Veneto e Lombardia. Le fiamme gialle hanno poi bloccato due fratelli albanesi, Gazmend Tahiray e Tahra Azem, destinatari di alcune delle perquisizioni effettuate dagli investigatori. Nel locale del primo, il ristorante La Lanterna di
Venezia, le fiamme gialle hanno trovato cocaina e marijuana. Provvedimenti cautelari poi per Pasquale Virgara, bloccato a Marcon, Antonio Catalano, corriere della droga per la banda, per una giovane romena Mariana Dascalu, 32 anni, e suo padre Costantin e infine per Giovanni Rivera, 54 anni, referente colombiano soprannominato 'cp' per l'abitudine a cambiare continuamente schede telefoniche per non essere individuato.
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