Nasce il comitato «Sì Grandi navi» in difesa delle crociere a Venezia

VENEZIA. L’associazione Cruise Venice, composta da 115 persone tra marittimi, operatori turistici e commercianti, sostiene di avere raccolto 4.500 firme, in un mese e mezzo, per sostenere il traffico delle grandi navi da crociera nel bacino di San Marco. Il presidente della nuova realtà associativa Massimo Bernardo, già responsabile dell’International Propeller’s Club - Port of Venice, ieri mattina all’Hotel Russott di Mestre, ha spiegato le ragioni della sua presa di posizione che contribuisce ad animare la polemica sul delicato tema. Bernardo ha criticato gli attivisti contrari all’ingresso delle gigantesche navi da crociera nel bacino di San Marco, sostenendo: «Venezia, per la prima volta, deve affrontare una complessa situazione e cioè quella che oggi vede schierato un movimento cittadino, il “ No Grandi navi”, contro la storia e l’economia marittima che da sempre costituiscono i cardini di sviluppo della nostra città.
Cruise Venice è l’emblematico nome della libera associazione nata non certo per contrastare il movimento “No Grandi navi” ma per dare un messaggio importante a difesa e a sostegno del traffico crocieristico». Ad appoggiare le tesi del presidente di Cruise Venice, c’era Roberto Magliocco di Ascom-Confcommercio, Emilio Gamba comandante in pensione ed ex presidente degli agenti marittimi del Veneto, Iva Scarpa tour operator e responsabile di “Ponti sul mare” e il sacerdote don Aldo Marangoni di Chorus. Infine era presente anche il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Fedalto.
Visto che la sua partecipazione all’incontro poteva sembrare un segnale di appoggio incondizionato a Cruise Venezia, Fedalto ha precisato: «Da presidente di un’istituzione non posso che essere al di sopra delle parti, perciò non sono né a favore né contro alle Grandi navi nel bacino di San Marco». Poi, però il presidente della Camera di commercio ha aggiunto: «Il mio compito è lavorare a favore delle imprese. L’economia della crocieristica è una delle poche in provincia che ha un segno positivo e metterne a rischio migliaia di posti di lavoro sarebbe un errore. D’altra parte non si può mettere a rischio una città delicata, come Venezia. E’ doveroso mettere in atto tutte le attenzioni per far sì che il traffico delle grandi navi non crei problemi». Emilio Gamba, in particolare, però ha detto che è «assurdo sostenere che le grandi navi possano costituire un pericolo nel bacino di San Marco, dove entrano trainate dai traghetti seguendo i percorsi obbligati da cui non è possibile derogare a causa delle diverse profondità dei fondali».
Infine, è stato presentato il sito www.cruisevenice.org che contiene interventi in inglese di Luigi Brugnaro presidente di Confindustria, Elio Dazzo responsabile di Aepe, Roberto Perocchio amministratore delegato di Venezia terminal passeggeri e Andrea Pesce di Stella Maris.
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