Musile, rapina in tabaccheria con spari in aria: tre in carcere
Sono di Fossalta, Cavallino Treporti e Salgareda. Dovranno rispondere di rapina aggravata, detenzione e porto illegale di arma da fuoco

Arrestati i tre rapinatori che il 6 febbraio scorso avevano assaltato la tabaccheria di Musile gestita da una commerciante cinese al villaggio al Bosco. Inizialmente denunciati a piede libero, il Gip, dottoressa Lea Acampora, ha ora firmato l'ordinanza che apre le porte del carcere a Michael Regazzo, 36 anni di Salgareda, Fabio Visentin, 62 anni di Fossalta di Piave, e Davide Cestaro, 28enne di Cavallino Treporti. Quest'ultimo è stato raggiunto successivamente agli altri due dai carabinieri, nella zona di Rovigo, dove si trovava al momento dell'arresto.
La rapina
I tre, armati di un revolver, si erano presentati verso le 19, all'ora della chiusura, nella tabaccheria di Musile, dove la titolare, una combattiva signora di origine orientale, aveva reagito d'istinto gettando contro i rapinatori tutto quello che ha trovato sul bancone: penne, quaderni, lettore carte di credito e oggetti vari.
Nel parapiglia imprevisto era stato esploso un colpo con il revolver che aveva centrato una lampada, facendo calare il buio nel locale, e poi forato il soffitto. Fortunatamente non ha colpito la donna che ha rischiato la vita.

I tre, confusi e colti di sorpresa da quella scena rocambolesca, erano allora fuggiti dall'esercizio affacciato sulla Triestina, quindi sono saliti nell'auto parcheggiata nelle vicinanze e, infine, si erano diretti alla sala Bingo di Musile, dove sono stato fermati intorno alla mezzanotte e, trascorsa la flagranza del reato, denunciati per la tentata rapina a mano armata. Una decisione che aveva suscitato un certo sdegno nell'opinione pubblica del basso Piave, impressionata da quella tentata rapina che poteva costare la vita alla impavida tabaccaia cinese.
«Ho reagito d'istinto», aveva commentato, «credevo fosse quasi uno scherzo di carnevale. Quando ho capito costa fosse successo ho gettato loro addosso di tutto e se ne sono andati. Sapevo che erano persone della zona e che sarebbero stati trovati».
Le indagini e l’arresto
I carabinieri, grazie alle telecamere interne ed esterne, sono risaliti velocemente all'auto che avevano parcheggiata poco distante per poi trovarli al Bingo dove ritenevano evidentemente di essere al sicuro.
Nei giorni scorsi il Gip ha firmato la nuova ordinanza: i tre ora sono accusati a vario titolo della rapina aggravata, il porto abusivo e detenzione illegale di arma da fuoco.
«Per la nostra comunità», ha commentato la sindaca Silvia Susanna, «questi arresti sono un sollievo, anche perchè la rapina era stata uno shock tra i cittadini di Musile. Ringraziamo gli inquirenti per il loro lavoro, dai carabinieri ai magistrati, con la consapevolezza di aver dato il nostro contributo alle indagini anche grazie alle telecamere del Comune». —
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