Musei veneziani, dipendenti a scuola di sicurezza dai carabinieri

Dopo il clamoroso furto al Ducale, operatori di biblioteche, gallerie, musei studiano come rendere più sicure mostre ed esposizioni
Le immagini del clamoroso furto di gioielli avvenuto nel gennaio del 2018 a palazzo ducale
Le immagini del clamoroso furto di gioielli avvenuto nel gennaio del 2018 a palazzo ducale

VENEZIA. Dopo l'incredibile furto di gioielli del Maraja a Palazzo Ducale (con tutti i ladri identificati e arrestati, un anno dopo, ma con diamanti e oro spariti nel nulla) i dipendenti dei Musei veneziani vanno a "scuola di sicurezza" dai carabinieri di Venezia. 

Musei, gallerie, esposizioni e biblioteche: il 2019 sarà l’anno della formazione per gli addetti dei musei veneziani. In cattedra, i carabinieri  del Nucleo Tutela patrimonio culturali, diretti a Venezia dal tenente colonnello Christian Costantini. L'obiettivo - naturalmente - è quello di rendere più sicure mostre ed esposizioni.

A Venezia i lavoratri dei musei vanno a "scuola di sicurezza" dai Carabinieri

La prima lezione a Palazzo Ducale, si è svolta nei giorni scorsi Titolo dei corsi: Musei più sicuri.  Gli argomenti trattati saranno analisi del rischio, strategie, attori e gestioni della sicurezza e delle emergenze, misure di prevenzione e contrasto.

"La sicurezza degli istituti e dei luoghi della cultura è da sempre all'attenzione del Ministero dei Beni Culturali", si legge in una nota del ministero, "Nel nostro Paese negli ultimi decenni si è dovuto far fronte a sempre più frequenti e disastrose calamità naturali, a terremoti e alluvioni che hanno provocato notevoli danni al patrimonio storico-artistico. Il Ministero ha dovuto lavorare inoltre, sul piano normativo e tecnico, per individuare le soluzioni più idonee per adeguare le strutture di musei, biblioteche, archivi– ospitati generalmente in edifici storici di grande pregio – alle norme generali di sicurezza antincendio, salvaguardando allo stesso tempo l'armonia complessiva degli ambienti e dei siti. Si è cercato di ampliare, con le risorse ordinarie e straordinarie via via disponibili, la strumentazione tecnologica di monitoraggio e allerta sulle situazioni di pericolo peri beni culturali per prevenire e impedire il loro degrado e rendere più difficili, se non impossibili, ogni atto criminale".

 

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