Musei veneto-lombardi la sede unica sarà a Venezia

La scelta del ministro Bonisoli, tuttavia, non convince gli operatori del settore Il documento prevede l’apertura a Fondazioni e privati, sindacati sul piede di guerra

In attesa del 22 agosto, quando verrà pubblicato per intero il decreto del Mibac che prevede anche l’accorpamento tra il Polo museale del Veneto e quello della Lombardia, stanno uscendo già alcune anticipazioni. Si sa, per esempio, che la sede del nuovo direttore che dovrà dirigere 29 sedi tra musei, monumenti e siti, sarà Venezia e non Milano. La nuova figura verrà scelta tramite apposito bando. Questo significa che i due attuali dirigenti, Daniele Ferrara per il Veneto ed Emanuela Draffa per la Lombardia, decadranno, nonostante siano a metà mandato

. La figura del nuovo dirigente, sebbene consentirà al Mibac un risparmio economico, non convince completamente chi lavora nel settore. Se da un lato l’accorpamento potrebbe consentire risparmi, dall’altro ci si domanda se sia possibile conoscere 29 realtà in modo approfondito. Su questo punto però il ministero dei Beni culturali aveva già detto che l’accorpamento è stato fatto perché ci sono altre regioni, come il Lazio, che hanno nel Polo museale tantissime sedi e che una riduzione sarebbe stato un vantaggio in termini di risparmio e anche di qualità.

Tra le altre novità che generano perplessità c’è l’incoraggiamento alla creazione di fondazioni e alla collaborazione con privati. Un tema che, potrebbe portare sicuramente più soldi a una realtà pubblica che in questo momento è ridotta all’osso, ma che potrebbe anche significare meno assunzioni. Queste sono per adesso le maggiori preoccupazioni di chi lavora negli enti statali e vede l’incoraggiamento a una collaborazione con privati come un punto di debolezza. Se infatti lo Stato si affida ai privati per tamponare le emergenze interne, si potrebbe generare un meccanismo che blocca ancora di più i contratti. Il ministro del Beni culturali Alberto Bonisoli a inizio mandato aveva detto che avrebbe assunto 5.400 persone, ma è uscito da poco solo il bando per 1.000 posti. Se la crisi politica attuale porterà a un crollo del governo, starà al prossimo ministro decidere il da farsi. Intanto si attende di conoscere il testo del decreto della riforma Bonisoli, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 agosto e in vigore a partire dal prossimo 22 agosto. Nei giorni scorsi l’incertezza del governo, aveva spinto il ministro a blindare il decreto, firmando i decreti attuativi della legge di riorganizzazione del ministero, rendendo noti gli accorpamenti. —

Vera Mantengoli

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