Mostra del Cinema, sarà un festival d'autore, di donne e di sorprese

L'edizione 2020 fortemente condizionata dal Coronavirus. Cicutto: "La migliore possibile in condizioni eccezionali". Gli stessi fil, poco glamour, Italia superstar
Interpress/Gf.Tagliapietra, 28.07.20.- Conferenza stampa dele presidente della Biennale Roberto Cicutto ed il direttore Alberto Barbera.
Interpress/Gf.Tagliapietra, 28.07.20.- Conferenza stampa dele presidente della Biennale Roberto Cicutto ed il direttore Alberto Barbera.

LIDO DI VENEZIA. Dimagrita, igienizzata, con la mascherina e il red carpet a numero chiuso; senza divi da ola, (quasi) senza film americani, né la promessa di feste, cambi d’abito o convulsioni dietro le transenne. Misurata, dunque, ma piena di buona volontà, di sommessi gesti apotropaici; persino eroica, nel voler fare lì dove altri hanno preferito disfare tutto.

«Il miglior festival possibile in condizioni eccezionali» dice il nuovo presidente della Biennale, Roberto Cicutto, il quale, dopo la rinuncia ad Architettura, ha fortissimamente voluto la Mostra d’arte cinematografica numero 77 – dal 2 al 12 settembre – primo evento internazionale ai tempi del covid, primo laboratorio di convivenza tra titoli di testa e gel disinfettante.

Per 53 Paesi rappresentati, sono 60 i lungometraggi della selezione ufficiale, di cui 18 in Concorso (8 diretti da donne), 20 nella sezione Fuori concorso, 19 in Orizzonti, due in Biennale College, uno nella sezione Fuori Concorso-Proiezioni speciali. Sacrificati sull’altare delle misure di distanziamento la sezione Sconfini al cubo rosso e Virtual Reality che diventerà compiutamente virtuale, accessibile solo in streaming.

«Il cuore della mostra è salvo» spiega il direttore del festival, Alberto Barbera, alla presentazione a Ca’ Giustinian.

Interpress/Gf.Tagliapietra, 28.07.20.- Conferenza stampa dele presidente della Biennale Roberto Cicutto ed il direttore Alberto Barbera.
Interpress/Gf.Tagliapietra, 28.07.20.- Conferenza stampa dele presidente della Biennale Roberto Cicutto ed il direttore Alberto Barbera.

E batterà italiano, tanto italiano. Venti i titoli di casa nostra, di cui quattro in Concorso – “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, “ Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli, “Padrenostro” di Claudio Noce, “Notturno” di Gianfranco Rosi – il film d’apertura “Lacci” di Daniele Lucchetti, quello di preapertura “Molecole” di Andrea Segre, di chiusura “Lasciami andare” di Stefano Mordini, girato a Venezia nei giorni dell’acqua alta del 2019, e ancora “Salvatore– Shoemaker od dreams” sullo stilista Ferragamo di Luca Guadagnino (Fuori Concorso), “Paolo Conte, via con me” di Giorgio Verdelli (l’11 settembre, presente il cantautore), “I predatori” per Orizzonti di Pietro Castellitto, figlio di Sergio, “Nowhere special” di Uberto Pasolini.

«La presenza di film italiani è analoga a quella dell’anno scorso» puntualizza Barbera «ma sarà molto significativa in termini di qualità. Non sarà un festival autarchico perché il programma è composto da film che provengono da tutto il mondo».

Sicuramente le major americane che normalmente mandavano divi a palate, che riservavano mezzo hotel Cipriani, l’Harry’s bar, i palazzi sul Canal Grande; ecco, gli Stati Uniti voleranno basso, con otto titoli soltanto, di cui tre in Concorso, firmati da Hilail Baydarov, Mona Fastvold, Chloé Zhao, tutte trentenni, già osannate dalla stampa americana, e non è detto che non siano una rivelazione. gli attori Intanto, però.

I cacciatori di autografi e foto (sconsigliati i selfie) avranno ben poco da inseguire, fatto salvo Cate Blanchett, presidente della Giuria di Venezia 77, il Leone d’oro alla Carriera Tilda Swinton, Helen Mirren protagonista di “The Duke” di Roger Michell (Fuori concorso), Willem Dafoe, interprete di “Sportin’ life” di Abel Ferrara (Fuori Concorso), il Premio Oscar Frances McDormand protagonista di “Nomadland” di Chloé Zhao, per il quale qualcuno già vagheggia la statuetta d’oro.

Interpress/Gf.Tagliapietra, 28.07.20.- Conferenza stampa dele presidente della Biennale Roberto Cicutto ed il direttore Alberto Barbera.
Interpress/Gf.Tagliapietra, 28.07.20.- Conferenza stampa dele presidente della Biennale Roberto Cicutto ed il direttore Alberto Barbera.

In compenso, gli italiani arriveranno a truppe, a cominciare dal cast della serata inaugurale, Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno; e via via, in una Cinecittà trasferita in laguna, Valeria Golino, Stefano Accorsi, Maya Sansa (“Lasciami andare”), Pierfrancesco Favino ( “Padrenostro”), il bellissimo cast (se verrà) del documentario su Paolo Conte, Luca Zingaretti, Roberto Benigni, Caterina Caselli, Isabella Rossellini, Francesco De Gregori.

Dalla Svezia, muovendosi per tempo, arriverà anche Greta Thunberg, che a 17 anni è già degna di un documentario sulla sua verde vita.

Qualche sorpresa potrebbe arrivare all’ultimo, come ha detto Barbera, togliendosi dalle stringate il sassolino sulla penuria di film in circolazione, o perché bloccati dal lockdown, o fermi in fase di produzione o, più colpevolmente, sottratti alle sale in attesa di tempi migliori. «Secondo me chi lascia le sale senza prodotto commette un errore» ha detto «è molto difficile convincere il pubblico a ritornare al cinema senza offrire buoni titoli. Vedremo dopo un anno e mezzo se il pubblico non sceglierà Netflix». 

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