Mobilità, Actv e Avm verso la fusione

In arrivo la fusione tra la capogruppo Avm e Actv per creare un’unica società partecipata del Comune che si occupi di mobilità. Il sindaco Luigi Brugnaro e l’assessore al Bilancio e alle Aziende Michele Zuin stanno ancora esaminando il piano di riordino delle società controllate dal Comune lasciato in eredità dal commissario straordinario Vittorio Zappalorto - che ne prevedeva il dimezzamento - ma per quello che riguarda il polo della mobilità l’orientamento è di procedere alla fusione di Actv nella sua capogruppo Avm, l'Azienda veneziana per la mobilità, il cui capitale, ora al 100 per cento del Comune, verrebbe aperto ai soci attuali di Actv.
A cominciare dalla ex Provincia e dal Comune di Chioggia, che hanno chiesto di uscire da Pmv - la società patrimoniale di Actv - e riceverebbero in cambio non soldi, ma azioni della «nuova» Avm, fino a una quota del 20 per cento della società. Lasciando così al Comune, comunque il suo pieno controllo. Avm svolgerebbe così direttamente il servizio di trasporto pubblico locale per Venezia e Chioggia e nell'area extraurbana della provincia centromeridionale.
Uno dei punti su cui Brugnaro intende puntare è quello della trasformazione di Avm in un’azienda sempre più “metropolitana”, con la gestione di linee di trasporto pubblico che si allarghino a tutto il territorio della Città metropolitana, con una sinergia più stretta anche con Atvo, l’azienda di trasporti del Veneto orientale, controllata prima dalla Provincia.
Per quanto riguarda il management, se per le altre aziende partecipate Brugnaro ha proceduto a un ampio rinnovamento (già decise la nomine per Casinò, Vega, Venis, Insula, Ames, Pmv ) cambiando praticamente tutti i presidenti, amministratori e consiglieri - con nomine a tempo, però, limitate a un anno e mezzo, per vederli all’opera prima di confermarli - per Avm sembra invece prevalere una scelta di continuità. Giovanni Seno, infatti, attuale amministratore delegato di Avm e Actv dovrebbe infatti essere confermato, diventando il nuovo direttore generale dell’Azienda veneziana alla mobilità.
A giocare a favore di Seno i buoni risultati aziendali ottenuti nella difficile impresa di risanare il bilancio Actv dal “profondo rosso” di pochi anni fa, considerando il passivo di circa 18 milioni di euro da cui partiva nel 2012 Actv. Se il bilancio 2014 si era chiuso in sostanziale pareggio, quello 2015 di Actv dovrebbe chiudere in leggere utile, grazie anche all’aumento degli introiti da bigliettazione turistica.
L’Azienda veneziana della mobilità resterebbe anche il socio di maggioranza di Vela, la società degli eventi e del marketing del Comune. Qui per il momento non sarebbero ancora alle viste cambiamenti, perché l’attuale amministratore unico della società Piero Rosa Salva ha ancora un anno di mandato.
Possibile, però, che qualcosa cambi nella filosofia di gestione e nei compiti della società, soprattutto se prenderà corpo quell’Agenzia per lo sviluppo che Brugnaro vorrebbe creare anche per cercare di attrarre nuovi investimenti privati su Venezia. Le quattro società della holding Avm della mobilità comunale devono comunque anche rapportarsi con un pesante fardello di debiti patrimoniali. Al 30 giugno scorso, Avm ne aveva per oltre 90 milioni di euro, Actv per 127 milioni, Pmv per 106 e Vela per 15 milioni e 400 mila euro. Esposizioni coperte da una “dote” patrimoniale più ricca (193 milioni per Avm, circa 250 per Actv, circa 270 per Avm, 18 milioni e mezzo per Vela), che devono comunque essere tenuti sotto controllo.
Enrico Tantucci
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