Miollo chiede la testa di Striuli per il bilancio non certificato

Minacciato anche un esposto alla Corte dei Conti dopo le dimissioni del revisore I dubbi dell’associazione “Articolo Uno” sul documento economico approvato
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - CAORLE -GLI ELETTI NELLA LISTA MIOLLO - MIOLLO CARLO
COLUCCI - DINO TOMMASELLA - CAORLE -GLI ELETTI NELLA LISTA MIOLLO - MIOLLO CARLO

CAORLE

Carlo Miollo chiede le dimissioni del sindaco Luciano Striuli, dopo l’approvazione del Bilancio consolidato senza la firma della revisore dei conti, la commercialista Pamela Parisotto e minaccia un esposto alla Corte dei Conti. Il tema è sempre caldo. A Caorle il 21 dicembre scorso era stato approvato a maggioranza il Bilancio comunale, ma alla vigilia di Natale la revisore dei conti aveva rassegnato le sue dimissioni, non prima di avere omesso la sua firma dal Bilancio poi presentato in aula consiliare.

Una scelta forte che pone degli interrogativi, soprattutto tra le forze di minoranza. Miollo, che siede sui banchi della minoranza ma che appartiene alla Lega, ha rotto il silenzio che durava da fine dicembre. «Quello che più ci ha sconcertati», ha detto l’architetto, «è stato l’atteggiamento del sindaco Luciano Striuli, che non solo ha minimizzato il parere, affermando che non era vincolante ai fini dell’approvazione, ma si è completamente disinteressato dei rilievi, puntuali e precisi avanzati del revisore che dimettendosi ha preso le distanze dal Bilancio».

«Stiamo anche valutando» prosegue il consigliere di minoranza, «i presupporti per presentare un esposto alla Corte dei Conti e agli altri organi competenti, perché venga verificata la correttezza di quanto accaduto, a tutela dei consiglieri comunali. È grave che sia stato approvato un Bilancio sul quale rimangono ombre e perplessità».

Su questa tormentata vicenda ha preso posizione anche Articolo Uno, attraverso la segretaria mandamentale Anita Fiorentino. «Le motivazioni addotte dal revisore dei conti, Pamela Parisotto trovano fondamento in una serie di errori, riscontrati dalla stessa, nel documento economico. In particolare», accusa Fiorentino, «fa capolino l’indicazione dell’effettiva percentuale del capitale sociale di “Veritas” detenuta dal Comune di Caorle. Se ciò non bastasse, in tale “documento” risulta latitante, per mancata consegna, il bilancio completo della “Caorle Patrimonio srl”, la ben nota società patrimoniale del Comune, ormai messa in liquidazione da tempo immemore. L’ultimo consiglio comunale è stato un teatrino imbarazzante. Ci si chiede», conclude Fiorentino, «chi abbia amministrato Caorle fino ad ora». —



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia