Minaccia ex moglie e carabinieri con l’accetta
«Vado e la uccido» ha detto l’uomo alla sorella, che ha dato l’allarme. Distrutte porta blindata e auto della vittima: arrestato cinquantenne a Scorzè

È uscito di casa armato di accetta e coltello a serramanico.
Ubriaco, ha inforcato la bicicletta e ha detto alla sorella che andava dall’ex moglie: «Vado ad ucciderla», la terribile minaccia.
Arrivato a Scorzé a casa della donna - dalla quale è separato da dieci anni - ha colpito più volte la porta blindata con la lama dell’accetta, gridando la sua rabbia e i suoi propositi omicidi. Porta che per fortuna ha resistito.
È accaduto nel pomeriggio di venerdì 27 marzo.
A dare l’allarme è stata per prima la stessa sorella dell’uomo, spaventatissima da quell’uscita armata del fratello.
Tempo di arrivare a sirene spiegate a casa della donna minacciata, che i carabinieri di Scorzè si sono trovati davanti una scena impressionante: il cinquantenne (di cittadinanza rumena ma da una vita residente in Italia) che urlava, brandendo accetta e coltello; la porta blindata della casa della sua vittima designata gravemente danneggiata; le grida d’aiuto della signora all’interno dell’abitazione.
L ’uomo, per niente impressionato dalla presenza dei militari, ha infierito a colpi di accetta sulla Fiat 500 dell’ex moglie, mandandone in frantumi i finestrini. Poi ha minacciato con un punteruolo in una mano e il coltello nell’altra gli stessi carabinieri, cercando di colpirli man mano che si avvicinavano. Alla fine - giunta un’altra pattuglia -i militari hanno avuto la meglio, riuscendo ad immobilizzare l’uomo, arrestandolo con l’accusa di violenza a pubblico ufficiale, aggravata dal porto d’arma e dalle minacce.
Un’esplosione di violenza cieca apparentemente nata dal nulla: in questi anni l’uomo non era mai stato denunciato e tanto meno era sottoposto a divieti di avvicinamento alla ex moglie, che da allora si è rifatta una vita. Eppure, all’improvviso si è rischiata una tragedia.
Di questo si è convinto anche il giudice Germani, che ha convalidato l’arresto dell’uomo e, come richiesto anche dalla Procura, ha disposto che attenda in carcere il processo per direttissima, che prenderà il via il 16 aprile.
Anche perché più testi hanno raccontato, nelle ore seguite all’arresto, dei pensieri omicidi che avevano preso corpo nella mente del cinquantenne, che il giudice ha ritenuto estremamente pericoloso perché ha dimostrato di essere «privo di controllo, nell’uso reiterato delle armi, perseverando nelle sue minacce anche a costo di mettere in pericolo i carabinieri e la vittima, con totale incapacità di autocontrollo».
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