Mestre, vittima il pensionato 79enne. Contagiato, era in ospedale da giorni

MESTRE. «Una bravissima persona, un uomo gentile educato e riservato». Così viene descritto Umberto Pavan, il 79enne deceduto lunedì nel tardo pomeriggio all’ospedale dell’Angelo di Mestre dopo che gli era stato diagnosticato il coronavirus.
Umberto Pavan - primo paziente ad essere ricoverato per coronavirus all’Angelo - era entrato in ospedale il 24 febbraio, ricoverato nel reparto di terapia intensiva del nosocomio di Mestre, assieme ad altri cinque pazienti che si trovano tuttora in condizioni critiche.
Il suo stato di salute nei giorni successivi al ricovero, è peggiorato. Il decesso lunedì nel tardo pomeriggio.
Il pensionato risiedeva da solo in via Irpinia, in un grande complesso residenziale a ridosso di via Calabria, tra la Gazzera ed Asseggiano. I vicini di casa non lo vedevano da qualche giorno, ma non tutti sapevano che si trovasse in ospedale, in gravi condizioni. Tutto si è svolto troppo in fretta e la situazione è precipitata velocemente nonostante in quest’ultimo periodo fosse la seconda volta che andava in ospedale senza venirne a capo.
Mercoledì di due settimane fa il 79enne si era recato nell’ambulatorio di via Manzoni, a Carpenedo, per farsi visitare dal suo medico di base, il dottor Paolo Pinosio. Non era ancora scoppiata l’emergenza coronavirus, né era stata emessa l’ordinanza che sarebbe arrivata nel fine settimana. Sembrava una patologia banale, una forma influenzale come tante altre. Tosse, febbre non molto alta, nessun problema respiratorio. Era già in terapia e si era recato da solo nel poliambulatorio. Successivamente è peggiorato, ed è dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso per poi essere ricoverato in Rianimazione dopo gli accertamenti e i tamponi. Lunedì, primo giorno lavorativo di ordinanza regionale, in cui gli ambulatori si stavano rodando per ricevere i pazienti, al suo medico di base è arrivata la notizia che l’uomo era stato trovato positivo al coronavirus.
Il medico di medicina generale è stato messo in “quarantena”, vale a dire in isolamento fiduciario. Quello che sarebbe successo subito dopo a diversi altri colleghi del Veneziano. I medici del poliambulatorio non hanno fatto mistero del fatto che per lo studio fosse passato un paziente positivo al Covid-19, tanto da scriverlo in un foglio appeso all’entrata, in tutta trasparenza, incassando la solidarietà mista a timore dei pazienti.
Pavan era molto affezionato al fratello Francesco, mancato nel 2008. Lascia un altro fratello, Sandro, la cognata e i nipoti.
Il pensionato frequentava alcuni locali, sia a due passi da dove abitava, in via Calabria, che alla Gazzera. Ma si recava spesso anche a Marghera, dal momento che aveva alcune proprietà in affitto. E’ per questo che lo ricordano con grande affetto alle onoranze Funebri Coppolecchia, a Marghera: «Lo vedevamo per questioni di lavoro, dal momento che ci affittava un magazzino, e per l’amicizia che ci legava da anni oramai. Passava qui, veniva a trovarci» lo ricorda il titolare Manuel Piasenti.
«Era squisito, alla mano, veramente una bella persona». Per i funerali, che dovranno rispettare le normative in vigore da lunedì, si dovrà attendere che tutti i famigliari terminino la quarantena. —
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