Mestre, sindacati della sanità in subbuglio: sit in sotto l’Usl

Cgil Fp e Uil Fpl protestano contro la loro esclusione dal tavolo sindacale dell’Usl 3, dopo la diffida presentata dalla Cisl Fp. Le due sigle, che rappresentano oltre la metà dei lavoratori, denunciano una decisione “grave e incomprensibile”

Maria Ducoli

Avevano giurato mobilitazione e la mobilitazione c’è stata. Questo giovedì mattina Cgil Fp e Uil Fpl si sono date appuntamento in via don Tosatto a Mestre per manifestare contro la loro esclusione dal tavolo sindacale riprogrammato per domani, dopo l’annullamento di quello previsto ieri mattina, a causa di una diffida presentata dalla Cisl Fp all’Usl 3.

Il sindacato ha fatto la voce grossa, ricordando all’azienda l’articolo 9 del contratto secondo cui le sigle non firmatarie devono essere escluse dai tavoli legati a temi contrattuali. A detta della Cisl veneziana, i sindacalisti delle due sigle non avrebbero dovuto essere presenti, dal momento in cui non hanno firmato il contatto della sanità, che non ritenevano sufficientemente adeguato. Uil e Cgil, però, non si sono fatte trovare impreparate e hanno ricordato che due recenti sentenze della Corte Costituzionale e del Tribunale di Venezia hanno ribadito che le sigle maggiormente rappresentative non possono essere escluse. Ed è proprio il loro caso, dal momento in cui rappresentano il 53.5% dei lavoratori dell’Usl 3.

Bandiere verso il cielo, i sindacalisti hanno ribadito la gravità della loro estromissione dalla riunione che, tra l’altro, verterà sul riparto dei fondi regionali e sul welfare, quindi non temi strettamente legati al contratto.

“Pur organizzato in tempi rapidissimi, il presidio è stato partecipato, colorato e determinato – affermano Ivan Bernini (Cgil fp ) e Francesco Menegazzi (Uil Fpl) –. In tanti lavoratori hanno voluto esprimere il proprio dissenso verso il contratto sanità firmato e contro la decisione di escludersi dai tavoli giudicata vergognosa e controproducente da parte dell’Azienda. Numerosi anche i messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando in queste ore, persino da lavoratori iscritti alle sigle che ci hanno escluso, e che si dissociano apertamente da questa scelta.”

Una scelta che, denunciano le due sigle, rompe un’unità d’azione costruita negli anni tra le organizzazioni sindacali e indebolisce la tutela complessiva dei lavoratori.

“Molti – aggiungono Bernini e Menegazzi – ci segnalano di non essere mai stati coinvolti in assemblee che spiegassero nel merito cosa i firmatari andassero a sottoscrivere nel nuovo contratto.”

La mobilitazione, assicurano i sindacati non si fermerà qui.

“Sappiano l’Usl 3 e la Regione Veneto che questo è solo l’inizio. Dopo le iniziative territoriali, ci rivolgeremo direttamente alla Regione e all’Assessora Manuela Lanzarin. Le sue dichiarazioni di soddisfazione per la firma unitaria del verbale di confronto sulle risorse per sanitari e medici sono note a tutti, ma oggi apprendiamo che l’indicazione di escluderci sarebbe arrivata proprio dalla Regione: un fatto grave e incomprensibile.”

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia