Va in escandescenza e aggredisce una guardia giurata in pronto soccorso a Mestre

Un utente ha dato in escandescenza, ha preso di mira gli arredi e ha colpito al torace una guardia giurata mentre interveniva per riportare l'ordine, che è dovuta in seguito ricorrere alle cure del Pronto Soccorso

L'ospedale dell'Angelo, a Mestre
L'ospedale dell'Angelo, a Mestre

Nella serata del 10 settembre si è dovuto registrare, al Pronto Soccorso di Mestre, un nuovo episodio di violenza verbale e fisica contro la struttura e gli operatori: ne è stato protagonista un utente tossicodipendente che, anche per il suo stato alterato, ha dato in escandescenza, ed ha preso di mira gli arredi, provocando momenti di tensione e danneggiando una barella e alcune delle sedie del servizio.
A fronte di questo accesso d'ira, e a fronte dei gesti agiti dal soggetto, una delle guardie giurate in servizio al Pronto Soccorso è intervenuta prontamente: colpita al torace mentre interveniva per riportare l'ordine, è dovuta in seguito ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
A suo supporto sono subito intervenuti le forze di Polizia della postazione in Pronto Soccorso; una volante è giunta come ulteriore aiuto per la gestione dell'episodio.
Reso inoffensivo e trattenuto in Pronto Soccorso per alcune ore, il soggetto violento è stato arrestato e condotto presso la Questura, e subirà, secondo le normative, il processo immediato per gli atti compiuti.
La guardia giurata ha trascorso la notte in Pronto Soccorso, in regime di Osservazione Breve Intensiva: ha ricevuto una pesante colpo al petto, con le conseguenze relative, e salvo complicazioni verrà dimesso in giornata con una prognosi di 7 giorni.
La Direzione dell'Ulss 3 Serenissima: «Ringraziamo coloro che si sono spesi personalmente per impedire che la situazione degenerase ulteriormente, sia tra gli operatori del Pronto Soccorso sia tra le Forze dell'Ordine, impegnate a supporto delle strutture sanitarie secondo il protocolli recentemente sottoscritti a Venezia, che continuano a dimostrare la loro necessità e la loro efficacia».

Le reazioni

"Ancora violenza in un Pronto Soccorso veneto, stavolta all'ospedale di Mestre. Siamo di fronte a un fenomeno di inciviltà che non ha giustificazioni perché violare un luogo dove si curano malati è una delle peggiori azioni possibili". Con queste parole il presidente del Veneto Luca Zaia condanna l'episodio di violenza della scorsa notte.

«Rivolgo la mia solidarietà», aggiunge Zaia, «a tutti gli sfortunati protagonisti di questa deprecabile vicenda: alla guardia giurata con l'augurio di pronta guarigione, a tutto il personale del reparto e alle persone presenti in attesa che hanno dovuto vivere momenti di comprensibile paura. E' indegno che dove si eroga salute ai cittadini si svolgano vicende assurde come questa e come varie altre accadute, tanto per citarne due recenti, nel veronese e a un equipaggio del 118 aggredito nel trevigiano da un paziente che stava soccorrendo a domicilio. Oltre a sempre più capillari forme di prevenzione, è anche necessario che la punizione per i responsabili sia più dura possibile, in modo da fare anche da deterrente per chi volesse provarci ancora».

La Cisl e la Uil esprimono solidarietà e ferma condanna per l'aggressione al pronto Soccorso dell'ospedale di Mestre.

«E' inaccettabile», rileva Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto, «è una triste sequenza di ingiustificata brutalità nei confronti di persone che lavorano. Condanniamo fermamente quanto accaduto ed esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte. Nel contempo, chiediamo da una parte che tutti i lavoratori possano lavorare in sicurezza, senza il rischio di essere aggrediti; dall'altra, facciamo un appello al senso di civiltà e responsabilità di tutti: non ci può essere nulla che giustifichi il ricorso alla violenza, chi lavora può sbagliare ma questo non può sfociare in una aggressione».

Sulla stessa linea Dario De Rossi (Segreteria Cisl Venezia) che augura alla vittima «una pronta guarigione e di tornare presto in servizio. Purtroppo non è il primo episodio che accade nelle strutture sanitarie ma è inaccettabile che i luoghi di assistenza e cura diventino luoghi di violenza, luoghi dove si sfasciano arredi e materiale. Non è possibile sentirsi insicuri al lavoro, solo perché qualcuno si scaglia contro il personale sanitario o, come in questo caso, una guardia. Non è possibile che il pronto soccorso e gli ospedali possano essere dei luoghi "franchi". Vanno bene i provvedimenti presi di recente dal Governo ma serve fare di più: servono pene più severe per episodi di questo tipo. E avere la certezza della pena. Da qui, la richiesta - conclude - di garantire maggiori investimenti per garantire la sicurezza sul lavoro».

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