Il megafono contro i pusher a Mestre: «Urlo per cacciarli da sotto casa»
Spaccio e consumo di droga alimentano degrado e furti: «Non sappiamo più come difenderci, serve inventiva»

«Ho acquistato un megafono con tanto di sirena incorporata, per allontanare spacciatori, drogati e persone che fanno i loro bisogni sotto le abitazioni, senza avvicinarmi troppo».
Carlo, che fa anche parte del gruppo “Mestre occhi sulla città", è esasperato, come tanti cittadini che risiedono nei condomini di via Aleardi e nelle laterali che si staccano dalla strada principale.
Un mix di spacciatori che si trascinano a piedi o in bici, consumatori che cercano anfratti dove andare a farsi, sballati e senza fissa dimora che vivono di espedienti. In aggiunta affittanze turistiche low cost e B&B non ben identificati: il tutto dà vita a un clima di disagio che davvero è diventato, per i residenti, insopportabile.
C’è chi si trova a contare i bisticci e le zuffe tra badanti e venditori di tonno rubato al parchetto di via Tasso, o il farmacista di corso del Popolo, appena svoltato l’angolo, che ogni settimana filma con le sue telecamere ladri muniti di zainetto che fanno shopping in farmacia, per sottrarre merce da rivendere per qualche dose.
In via Aleardi, in alcuni condomini, c’è chi si è attrezzato come può. Carlo dopo aver provato vari espedienti, ha pensato di acquistare un altoparlante.
Motivo? «In alcuni casi, l’unico modo per fare andare via queste persone, è urlare: dire loro che se si bucano sotto alle nostre abitazioni, chiamiamo le forze dell’ordine. Ma urlare agli spacciatori, ha un suo rischio, perché magari ci sono persone alterate. Insomma, non mi fido più, anche perché ho una certa età e più di qualcuno mi ha detto che devo stare attento».
Prosegue: «Con l’altoparlante posso stare più lontano, urlare e farli andare via, o almeno provarci». E poi, se succede qualche cosa, è anche più facile allontanarsi e mettere una distanza di sicurezza.
Spesa contenuta. «L’ho pagato 16 euro su Amazon e ha anche la sirena».
Del resto, ogni giorno avviene qualche cosa che esaspera gli abitanti: in prima istanza gli spacciatori che smerciano sui gradini che portano ai condomini, e non tutti possono fare come il maxi condominio Bandiera, che ha eliminato tutte le gradinate dove i consumatori di scaldavano le cartine, demolendole o spostando i portoni.
C’è lo spaccio, il consumo, ma anche quello che comporta una vita di strada: bisogni all’aria aperta, furti, degrado.
«L’altro pomeriggio tra il civico 45 e 41 di via Aleardi c’era un extra comunitario con i pantaloni completamente abbassati mentre defecava. Gli ho gridato, è uscito anche un altro condomino che lo ha annaffiato con dell'acqua. Non è la prima volta che noi cittadini dobbiamo arrangiarci da soli per difenderci».
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