Mestre, lettere truffa ai contribuenti. "Deve pagare 168 euro"

Allarme dell’Agenzia delle Entrate per telefonate e missive in contrassegno. Molte le segnalazioni che arrivano dai cittadini

Le lettere- truffa per ingannare i contribuenti è già scattata. Se ne è accorto un mestrino che dopo aver ricevuto una telefonata di un fantomatico funzionario dell’Agenzia delle Entrate che gli annunciava l’arrivo di una raccomandata con un pagamento in contrassegno da effettuare, senza fornire ulteriori specificazioni sul suo contenuto. Pochi giorni dopo ha effettivamente ricevuto la lettera (con la busta dello stesso color verde con cui vengono recapitate sanzioni e multe di ogni genere). La lettera con la falsa intestazione dell’Agenzia delle Entrate, poteva essere ritirata e aperta solo pagando un contrassegno di 168 euro. Insospettito, il contribuente di Mestre ha fotografato con i l suo cellulare la busta della lettera ma non l’ha ritirata e ha tempestivamente segnalato la truffa nella sede dell’Agenzia delle Entrare di Marghera.

«Queste lettere con pagamento in contrassegno sono un palese tentativo di truffa che potrebbe colpire, in particolare, le persone anziane con l’approssimarsi del periodo estivo» spiega una nota stampa dell’Agenzia delle Entrate azioni che invita apertamente tutti i contribuenti, tutti potenziali vittime «a denunciare ogni eventuale tentativo di raggiro il prima possibile a qualsiasi Ufficio delle Entrate e alle Forze di Polizia».

Di lettere come quella ricevuta dal sospettoso contribuente mestrino, ne potrebbero esser estate recapitate altre, visto che il numero di protocollo della missiva fotografata era già arrivato a 88.

Per questo l’Agenzia delle Entrate di tuto il Veneto ha diramato l’allarme, specificando che sulla busta color verde c’è la falsa intestazione: «Agenzia delle Entrate, Iva e Imposte».

Dell’accaduto è stata informata la Polizia Postale che ha avviato un’indagine, seppure per il momento non esiste nessuna denuncia formale da parte di qualcuno che ha ricevuto e aperto, pagando il contrassegno, la lettera-truffa.

Non è la prima volta che i truffatori utilizzano l’Agenzia delle Entrate per portare a termine le loro malefatte, a volte utilizzando perfino le e-mail per chiedere ai contribuenti inesistenti rimborsi di tasse non pagate.

Diversi contribuenti, ne mesi scorsi, hanno inoltre segnalato agli Uffici delle Entrate di Venezia 1 e 2 un tentativo di truffa: alcuni personaggi, spacciandosi per funzionari dell’Agenzia delle Entrate telefonano chiedendo a privati cittadini di regolarizzare la loro posizione con il canone Rai e di fornire, a tal fine, il proprio numero di conto corrente.

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