Ladro ciclista scippa una donna in corso del Popolo a Mestre: in carcere
L’uomo, con vari precedenti, era già sottoposto all’obbligo di firma. Ha preso di mira una donna, rubandole il portafogli. Il giudice ha deciso per l’aggravamento della misura cautelare

Era già sottoposto all’obbligo di firma, ma avrebbe comunque scippato una donna in corso del Popolo a Mestre. Per questo un 40enne di nazionalità straniera, già noto alle forze dell’ordine, è stato rintracciato dalla Polizia di Stato e accompagnato nel carcere di Padova, dopo l’aggravamento della misura cautelare disposto dal giudice.
Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe avvicinato alla vittima in sella a una bicicletta, riuscendo a sottrarle il portafogli. Gli agenti del Commissariato di Mestre lo hanno individuato in breve tempo. A suo carico risultano precedenti di polizia per rapina, furto e porto abusivo di armi.
Solo poche settimane prima era stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e il Tribunale di Venezia gli aveva imposto l’obbligo di firma proprio al Commissariato di Mestre. Il giorno successivo allo scippo si è quindi presentato negli uffici di polizia per adempiere alla misura. Ad aspettarlo, però, c’erano gli agenti che, su disposizione del gip, lo hanno accompagnato in carcere a Padova.
Un secondo provvedimento è stato eseguito sempre a Mestre lunedì scorso. Un trentenne veneziano è stato trasferito nello stesso istituto penitenziario dopo la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali, misura alternativa alla detenzione prevista per pene inferiori ai tre anni. L’uomo, con precedenti di polizia per furti, rapine e spaccio, stava scontando una condanna per furto aggravato.
A far scattare la revoca è stato un nuovo episodio. Le Volanti lo hanno sorpreso mentre, secondo quanto contestato, era alla guida di un’auto nonostante non avesse mai conseguito la patente. Una violazione delle prescrizioni che accompagnavano l’affidamento in prova. Il magistrato di Sorveglianza ha quindi revocato il beneficio e disposto l’accompagnamento in carcere.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








