Sestiere Castello, negozi chiusi per interruzioni dell’energia elettrica: «Così non si può lavorare»

Il pastificio Serenissima in Salizada dei Greci è rimasto chiuso al pubblico cinque giorni a causa dell’interruzione dell’energia elettrica. Disagi anche alla pasticceria Chiusso 

Costanza Francesconi
Maria Palmiro dietro al banco della pasticceria Chiusso a Castello
Maria Palmiro dietro al banco della pasticceria Chiusso a Castello

Dal 25 giugno a giovedì 13 agosto, il Pastificio Serenissima in Salizada dei Greci è rimasto chiuso al pubblico cinque giorni a causa dell’interruzione dell’energia elettrica. Disagi anche alla pasticceria Chiusso, dove i vassoi di dolce e salato in vetrina vengono quotidianamente imbanditi con il fresco di giornata. «Così non si può lavorare», sbottano i laboratori di questa parte di Castello, dall’inizio dell’estate spesso al buio.

Questa settimana il problema ha riguardato due giorni di fila anche la gelateria Il Pinguino, in Riva San Biasio. In questo caso si è trattato di blackout serali. «Rimanere per più di mezz’ora senza alimentazione significa gettare tutti i gusti in esposizione», spiega la titolare Aiko Barbazza, «garantire la corretta conservazione del prodotto è fondamentale. Se salta la luce di notte i macchinari, peggio ancora: vanno in tilt senza che possa rendermene conto. Non è inoltre prevedibile quanto duri l’anomalia. Nelle due occasioni, non funzionando il wifi del negozio non andava nemmeno il pos, i clienti in fila hanno acceso le torce de cellulari, ma non potevo nemmeno farli pagare con la carta».

Chi ha bottega a questa altezza del sestiere Castello, riferisce che la luce ultimamente salta non di rado. Che è più frequente quando la riva accoglie il traguardo della maratona di Venezia, o nave Vespucci è ormeggiata e allacciata, «probabilmente per un sovraccarico di utilizzo».

Diverso il caso degli episodi più recenti. In Salizada dei Greci, i vari interventi alla linea sono stati preannunciati dalle affissioni in calle. «I classici fogli giallo paglierino in cui il gestore della fornitura indica che nella fascia oraria 8-16.30 per ragioni che possono essere di potenziamento, l’elettricità verrà interdetta», racconta la pasticcera Palmiro.

«È chiaro che», entra nel merito, «per chi come me dipendono in toto dalla fornitura, di per sé il fatto costituisca un danno. Il forno è elettrico, i materiali sono preservati al fresco nei frigoriferi e congelatori. Personalmente non posso impastare né cucinare. Anche se mi avvantaggiassi sfornando prima delle 7, non potrei comunque effettuare pagamenti elettronici, preparare il caffè o servire spremute. Il risultato è non aprire nemmeno».

Un giorno di inattività, senza calcolare quello che eventualmente finisce nel cestino, equivale in pasticceria a circa 1000 euro di mancato incasso. Palmiro solleva, poi, una questione affrontata anche dal Pastificio Serenissima: «È capitato che la corrente sia stata levata e la squadra di lavoro non abbia eseguito l’intervento previsto, o che la luce, quando ormai ci si era organizzati per non aprire, funzionasse. Un falso allarme, insomma».

«Abbiamo segnalato la cosa alla Confartigianato perché affrontasse a livello di categoria il tema con il Comune», fa sapere Arianna De Zotti Bertozzi. Con suo marito Ivan De Rossi gestisce dal 2002 il Pastificio Serenissima. «Trattando cibo fresco, da lavorare, non possiamo permetterci di avere scorte in casa quando la corrente viene interrotta», chiarisce De Zotti Bertozzi.

«Cercando di contenere le perdite, teniamo perciò la serranda abbassata. Mi chiedo in ogni caso come sia possibile che determinati lavori così impattanti sulle attività, e non dettati dall’emergenza, vengano programmati in questa stagione, con le alte temperature che già mettono a dura prova la tenuta degli elettrodomestici. Programmare la produzione, ordinare le forniture, è veramente disagevole».

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