Mestre, disabile nel garage: donna occupa la casa e la mette in affitto

Emergono nuovi particolari sulla storia di abusi ai danni di un 50enne con disagio mentale, “sfrattato” e relegato

Roberta De Rossi
Disabile rinchiuso nel garage: il caso nel Veneziano
Disabile rinchiuso nel garage: il caso nel Veneziano

Voleva affittare a terzi la casa che aveva occupato abusivamente, dopo aver relegato a vivere neò garage - con a disposizione solo una brandina, un secchio e il pannolone addosso - il proprietario cinquantenne, affetto da difficoltà psico-sociali e per questo seguito dai Servizi e da un amministratore di sostegno.

Emergono altri particolari sulla triste storia “della porta accanto”, che è stata risolta dal Tribunale e dal commissariato di Mestre, con uno sgombero dell’abitazione - e la restituzione al suo legittimo proprietario - grazie alla norma introdotta nel 2025 che permette di superare i tempi lunghi delle procedure civili di sfratto che intervengono anche in caso di case occupate abusivamente: quando l’abitazione è la residenza del proprietario (sua prima o seconda casa, senza altri beni immobili), il Tribunale penale può procedere con un sequestro immediato in base all’articolo 634 bis (che prevede pene da 2 a 7 anni di reclusione) e al 321 del codice di procedura penale.

In questo caso, poi, l’occupazione è stata particolarmente odiosa e violenta, nei confronti del padrone di casa. Coetanei cinquantenni, la donna si è installata la scorsa estate nella casa dell’uomo, in centro a Mestre. Ben presto ha preso il sopravvento sul proprietario, con disabilità psichiche. Come sia andata esattamente non si sa ancora, ma quel che è certo è che da luglio l’uomo è stato costretto a traslocare nel box auto, in condizioni umanamente degradanti: brandina, secchio e pannolone. In casa si è invece stabilita - come ne fosse lei la proprietaria - la cinquantenne, presto raggiunta dal suo compagno: un cittadino straniero. Quel che è poi emerso, è che negli ultimi tempi la donna aveva anche deciso di affittare parte della casa, guadagnando a spese del legale proprietario, relegato in garage.

Della situazione si sono accorti dopo qualche tempo i Servizi sociali, che seguono il proprietario della casa. Ma anche i vicini, allarmati non solo dal fatto di vedere sempre più spesso l’uomo aggirarsi nel garage, ma anche dal via vai di persone diverse nell’appartamento, quasi fosse una sorta di bed&breakfast.

Tant’è, i timori si sono fatti finalmente denuncia, permettendo di far emergere una realtà brutale in pieno centro città. Il commissariato di Mestre - in rapporto con la pubblico ministero Daniela Moroni - ha fatto alcuni appostamenti, anche notturni, per verificare lo stato delle cose, appurando il grave disagio psichico e sociale nel quale era stato relegato il proprietario e l’occupazione abusiva della sua casa.

La pm ha chiesto lo sgombero e il sequestro dell’abitazione, la giudice per le indagini preliminari Claudia Ardtita li ha autorizzati e la scorsa settimana le forze dell’ordine sono intervenute. non senza qualche difficoltà: la donna, infatti, si è barricata in casa rifiutandosi di lasciarla e ha sostenuto anche di stare male, per cercare di evitare senza alcun pudore l’inevitabile sgombero.

Inqualificabile e insopportabile l’aver costretto un uomo a vivere nel posto auto, in condizioni degradate, approfittando della sua disabilità, tanto che ora l’indagine prosegue per verificare se contestare alla donna altri reati, oltre all’occupazione abusiva secondo l’artico 634-bis del Codice penale, che punisce con la reclusione da 2 a 7 anni «chiunque, con violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile destinato a domicilio altrui, o ne impedisce il rientro». 

 

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