Mercato ittico all’isola dell’Aleghero «Difficile e costoso»
CHIOGGIA. «Difficile e costoso spostare il mercato ittico all’isola dell’Aleghero». Lo sostengono, da parti opposte, il Partito Democratico e Forza Italia che contestano la decisione del sindaco Casson sulla collocazione del mercato inserita nel nuovo Prg del porto presentato la scorsa settimana a Roma.
«È una proposta di difficile sostenibilità», sostiene il segretario del Pd, Federico Resler, «visti i costi e i tempi faraonici che un progetto del genere comporta. Un'idea che oltretutto contrasta con quanto promesso in campagna elettorale dallo stesso Casson e deciso nel 2013 (durante la giunta Udc-Pd, ndr) prevedendo il mercato a Punta Colombi. Una proposta più funzionale che avrebbe permesso di decongestionare in tempi rapidi Chioggia dal traffico pesante, venendo incontro alle esigenze del mondo della pesca e del commercio ittico. Ancora una volta Casson preferisce la politica degli annunci e dei "faremo" piuttosto che il raggiungimento di soluzioni concrete». Convinto dell’inopportunità della scelta anche il consigliere Beniamino Capon (FI). «Si sono persi anni», spiega Capon, «nel 2009, con la giunta di Romano Tiozzo si stavano preparando i documenti per spostarlo all’isola dell’Aleghero. Il 30 novembre 2010 in Consiglio si doveva votare il protocollo d’intesa tra Capitaneria, Comune e Aspo per la variante al Prg del porto per spostare il mercato. In quella seduta il Consiglio fu sciolto e la partita rimase nelle mani della giunta Casson-Pd che decise di bloccare tutto e spostare il mercato a Punta Colombi. Per due anni l’amministrazione bloccò la variante al Prg e ora, dopo altri due, torniamo alla prima ipotesi senza che si sia chiarito come sciogliere due nodi fondamentali».
Capon chiede come si pensi di superare i vincoli imposti dal Palav che tutela l’isola dell’Aleghero e come verrà imbonita visto che la Legge Speciale prevede fortissime limitazioni ai lavori in laguna e esclude opere di imbonimento. «Il mercato ittico da 20 anni è oggetto di campagna elettorale», sostiene Capon, «ma commercianti e cooperative non hanno più voglia di parole».
Elisabetta Boscolo Anzoletti
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