Mamma Emilia Giusta tra le Nazioni: salvò decine di ebrei dallo sterminio

A Meolo Emilia Marinelli Valori, deceduta nel 1988, nascose le famiglie nel magazzino dei tabacchi che gestiva, sfidando le Ss. Le è stato attribuito il più alto riconoscimento dello Stato di Israele per i non ebrei che hanno salvato ebrei da deportazione e morte

Giovanni Monforte
A sinistra Emilia Marinelli Valori e, a destra, il figlio con il sindaco di Meolo
A sinistra Emilia Marinelli Valori e, a destra, il figlio con il sindaco di Meolo

Nascose decine di ebrei, soprattutto mamme e bambini, nel magazzino tabacchi che gestiva con il marito a Meolo, salvandoli così dalle persecuzioni nazifasciste.

Emilia Marinelli Valori è diventata Giusta tra le Nazioni. Il riconoscimento le è stato conferito a quasi 38 anni di distanza dalla sua morte, avvenuta il 22 marzo 1988.

Il titolo di Giusta tra le Nazioni rappresenta il più alto riconoscimento attribuito dallo Stato di Israele a coloro che, non ebrei, mettendo a rischio la propria vita e senza alcun tornaconto personale, salvarono ebrei dalla deportazione e dalla morte.

Viene assegnato dalla commissione Yad Vashem, l’ente nazionale per la memoria della Shoah, al termine di un iter molto complesso. Emilia Marinelli Valori compì il suo gesto eroico a Meolo. Ma era originaria di Gricignano, piccola frazione del Comune di Sansepolcro, cittadina in provincia di Arezzo, dove nacque il 5 luglio 1902.

Nel 1938, l’anno in cui in Italia furono promulgate le leggi razziali, “mamma Emilia”, come affettuosamente veniva chiamata da tutti, si trasferì a Meolo con il marito Marco Valori e il primogenito Leo, che durante la guerra militò nelle forze partigiane. A Meolo, due anni dopo, nacque il secondogenito della coppia, Giancarlo Elia Valori, poi divenuto manager di fama internazionale. In paese la famiglia Valori gestì un magazzino tabacchi in via Diaz, di cui ormai non è rimasta più alcuna traccia. Ma allora si trattava di un deposito molto grande.

Secondo quanto ricostruito, tra il settembre 1943 e la fine di aprile 1945, Emilia Marinelli Valori usò il magazzino come nascondiglio per molti ebrei perseguitati dai nazisti. Lì ospitò in un rifugio segreto ricavato all’interno dell’edificio, che era stato chiuso dalla guardia di finanza. Si dice che Emilia riuscì a nascondervi fino a cento persone, soprattutto madri con bambini, spesso piccoli, salvandoli dalla deportazione nei campi di concentramento e dallo sterminio.

Accolse e protesse famiglie ebree provenienti da Milano, Torino, Ferrara e Venezia, fornendo loro non solo assistenza materiale, ma anche il calore della sua umanità. Le famigerate guardie naziste, le Ss, avevano allestito a Meolo un quartier generale locale e spesso compivano perquisizioni e rastrellamenti nelle case del paese. Come ha raccontato il figlio Giancarlo, più volte le Ss bussarono anche alle porte del magazzino di via Diaz. “Mamma Emilia”, incurante del pericolo, apriva con estrema tranquillità, calma e fermezza, così da trasmettere serenità anche ai perseguitati nascosti al suo interno.

Emilia Marinelli Valori è morta il 22 marzo 1988 a Roma. Negli anni, per quei suoi eroici gesti, le sono già stati tributati diversi riconoscimenti. Con decreto dell’11 dicembre 2009, l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conferì la Medaglia d’Oro al Merito Civile, come «fulgido esempio di elette virtù civiche, di abnegazione e di generoso altruismo fondato sui più alti valori dell’umana solidarietà».

In precedenza, nel decennale della sua morte, nel 1998, le era stato dedicato un giardino presso il Planting Center di Gerusalemme. Alla cerimonia parteciparono Leah Rabin e il premio Nobel per la pace, Shimon Peres. Nel 2011 “mamma Emilia” è stata inserita nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova. Adesso, al termine di un lungo iter, è arrivato anche il riconoscimento più prestigioso, di Giusta tra le Nazioni. Negli anni scorsi anche Meolo l’ha celebrata, intitolandole un piazzale del paese. 

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