Mazzette e rifiuti, è caccia all’amianto

Per chi sta indagando su “mazzette e rifiuti”, la maggiore preoccupazione è rappresentata dall’amianto. La domanda è: dove è finita la fibra killer di cui i finanzieri hanno sentito parlare nelle intercettazioni di Claudio Ghezzo, direttore commerciale di Veritas, e altri indagati. Amianto che Ghezzo voleva affidare a ditte “amiche” per farlo smaltire senza rispettare le regole.
L’indagine sul sistema di appalti Veritas, assegnati a chi versava a Ghezzo il 2 per cento del valore, messo in piedi dal direttore amministrativo, apre scenari inquietanti. Infatti secondo i finanzieri, che su questo fronte lavorano in collaborazione con gli uomini della Forestale, c’è il forte sospetto che da anni un certo tipo di rifiuti come l’amianto non venissero affidati per lo smaltimento in maniera corretta come prevede la legge.
Infatti nelle intercettazioni emerge come Ghezzo, parlando dello smaltimento per certi lavori si fidasse di due ditte in particolare la Cosmo Srl di Noale e Idea Srl di Campagna Lupia. Entrambe, secondo l’accusa, pagavano Ghezzo per ottenere gli appalti del ciclo dei rifiuti. Una delle due ditte è parecchio conosciuta. Si tratta della Cosmo di Noale che ha svolto importanti lavori nella nostra provincia e non solo. La Cosmo, che ha oltre mezzo secolo di vita, fa importanti investimenti nel settore ambientale, introducendo il primo mulino per macinare e recuperare gli inerti, allestendo anche un’apposita area, negli anni Novanta. Il 1992 è l’anno della nascita di Cosmo Ambiente Srl, dove l’azienda inizia a svolgere un servizio a tutto tondo. Gli anni Duemila vedono un altro sviluppo, con la costruzione di un centro tecnologico da 60 mila metri quadrati, di cui 15 mila coperti, che attraverso il ciclo produttivo, composto da tecnologie di ultima generazione, permette di lavorare in maniera ancora più tecnologica i rifiuti e produce manufatti in conglomerato cementizio. Diventa interlocutore privilegiato di Veritas. Tra i lavori più importanti, eseguiti dagli uomini della ditta noalese troviamo il Passante di Mestre, interventi per il nuovo ospedale di Mestre, il Parco scientifico e tecnologico di Marghera, del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), e al parco di San Giuliano.
Dalla copiosa documentazione sequestrata ieri, dai finanzieri del Nucleo provinciale di polizia Tributaria del colonnello Roberto Ribaudo, ora gli inquirenti vogliono trovare le tracce dell’amianto di cui parla Ghezzo. È possibile che sia finito in mezzo altri rifiuti e quindi usato per manufatti di cemento o come inerte per sottofondi stradali?
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