Maxi sequestro, negozio paralizzato per mesi

Sigilli a 4.327 occhiali: «Provento di furto alla Safilo». Ma il commerciante porta le fatture

SANTA MARIA DI SALA. La sua attività è stata messa in ginocchio per oltre tre mesi: l’accusa per il titolare era di aver comprato merce rubata per oltre 80 mila euro. Un incubo per il commerciante che è riuscito a dimostrare come la merce fosse sua, ottenendone il dissequestro e con esso la fine del calvario.

Questa la disavventura capitata a S.D.P., commerciante nel settore degli occhiali a Santa Maria di Sala. La vicenda ha inizio nel gennaio di quest’anno quando la Safilo, storica azienda che produce occhiali, aveva subìto un grosso furto di merce. Si erano messi al lavoro sul caso i carabinieri del Nor di Padova che erano arrivati ad individuare un intermediario a Venezia: un grosso commerciante che aveva spiegato di aver venduto merce sospetta in giro per il Veneto, e in particolar modo a S.D.P., che vende occhiali in tutta l’area del Miranese e della Riviera.

Nel negozio dell’esercente salese erano arrivati i carabinieri che avevano chiesto spiegazioni di tutte le fatture emesse. Il commerciante, colpito dall’ansia e dall’agitazione, non era riuscito a fornire le informazioni e la documentazione richieste. Era così scattato il sequestro di tutta la merce presente nel negozio e nel magazzino, complessivamente 4.327 paia di occhiali.

Una tegola non da poco. Per difendersi e chiarire la sua posizione, si è così affidato all’avvocato Pascale De Falco di Camponogara che hai ricostruito la vicenda recuperando via via tutte le fatture collegate alla merce sequestrata. Su 4.327 paia di occhiali, al momento solo una sessantina non hanno giustificazione, le restanti 4.267 invece sì. Il pubblico ministero del tribunale di Venezia Laura Cameli a questo punto ha ordinato il dissequestro della merce. «Il mio cliente, con grande pazienza e fornendo tutta la documentazione necessaria, è riuscito a dimostrare che la merce era sua», spiega l’avvocato De Falco, «Con il dissequestro è finito un incubo che durava mesi». Ora tenuto conto che si è proceduto al dissequestro della maggior parte degli occhiali, il caso del commerciante dovrebbe essere archiviato, anche se restano ancora da giustificare 60 paia di occhiali.

Alessandro Abbadir

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